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Una nuova vita – La saga dei Fontamara

Una nuova vita – La saga dei Fontamara

Cuba, settembre 1936. Il caldo è estenuante e a Villa Santa Maria vige la quiete tipica di quell’ora del pomeriggio: la piccola Clio, al riparo sotto la zanzariera a baldacchino, riposa in compagnia di Marisol; Gabriel è chiuso nello studio del padre, intento a leggere le poesie di Neruda, mentre Diana e Myriam se ne stanno con le gambe immerse fino alle ginocchia nell’acqua del fiume che scorre intorno alla villa e si raccontano i loro segreti di adolescenti. La madre dei quattro ragazzi, Eva, è alla finestra e pensa a Fernando, il marito tanto amato che è morto dall’altra parte dell’oceano - in quell’Italia in cui si era recato per cercare di risolvere i problemi che avevano coinvolto il fratello Giacomo - mentre lei portava in grembo Clio. Quanto le manca quell’uomo! La vita senza Fernando le ha insegnato a essere rigida e flessibile allo stesso tempo; essere sopravvissuta al dolore le è costato molto e, soprattutto, le ha insegnato il disincanto. Ora tutto le appare esattamente com’è: gli uomini, le relazioni e la natura stessa sono sbiaditi e sfuocati, esattamente come il ricordo di quell’unica notte di passione trascorsa insieme a Miguel, la notte di Capodanno, poco prima di sapere che lui aspettava un figlio illegittimo da Rosa Delgado. Era stato il suo amore di gioventù Miguel, ben presto soppiantato da quello per il suo miglior amico – Fernando, appunto - che le ha insegnato il vero significato di un sentimento davvero profondo e intenso. Miguel ha da poco perso la moglie Catalina e, anziché piangerne la morte insieme al figlio Enrique, torna alla carica con Eva che, al contrario, gli esprime senza sconti il profondo disgusto che prova nei suoi confronti. Eva sa di aver ceduto, ma è consapevole si sia trattato di un imperdonabile errore, che non ha alcuna intenzione di ripetere. Ma Miguel è feroce e non ci sta. È un uomo senza scrupoli ed è disposto a tutto pur di avere ciò cui ha dovuto rinunciare anni prima...

In una realtà permeata dai primi fermenti di un’epoca difficile e dolorosa - quella fascista - si muovono le intense vicende di una famiglia destinata a lasciare il segno nel cuore di ogni lettore. Valentina Cebeni - scrittrice romana i cui lavori sono stati tradotti in tutta Europa e hanno riscosso un notevole successo soprattutto in Germania - utilizza uno stile sapiente e una penna incisiva per raccontare con grazia e potenza la storia di un intero nucleo familiare, con particolare attenzione nei confronti delle donne che lo compongono. Saranno loro, infatti, a muovere le fila di una vicenda permeata di segreti e inganni, di rancori e incomprensioni, ma anche di amore e di tenerezza. Eva, le cognate Lia e Ottavia, le figlie e le nipoti sono un universo di destini che si intrecciano, su uno sfondo storico dalle tinte sempre più fosche, dominato dalla tracotanza e dalla prepotenza del regime fascista. La Cebeni sa scrivere e tratteggiare con destrezza stati d’animo ed emozioni; sa delineare figure estremamente moderne, che bucano la pagina e si imprimono nella mente di chi segue le loro vicende e tifa per la loro sete di indipendenza e di verità; sa raccontare la meschinità di chi agisce unicamente per il proprio interesse e ignora cosa siano i legami familiari e l’amore che li caratterizza. Un’impareggiabile forza d’animo e un invidiabile coraggio sono il filo rosso che accomuna le protagoniste femminili del romanzo, che non dimentica di affrontare altri temi legati al periodo storico nel quale è ambientata la narrazione, primo tra tutto quello delle inumane condizioni di lavoro degli operai, costretti ad affogare la loro dignità dietro lo spettro di una disoccupazione che equivaleva a morte certa. Una saga familiare appassionante, che riesce a emozionare mentre mostra un piccolo ma determinante tassello di una potente lotta verso l’emancipazione, l’unica in grado di permettere alle donne di ridefinire il proprio ruolo di guida e faro della comunità. Lettura appassionante e consigliata certamente alle donne, ma anche a chiunque ne sappia apprezzare il valore e la forza.