Salta al contenuto principale

Una passione sinistra

Una passione sinistra

Il primo incontro tra Bernardo e Giovanna avviene in occasione della caduta del muro di Berlino. Lei è una ragazzina capricciosa in confronto a lui, studente di Filosofia alla Sapienza, con le idee ben chiare nella testa, gli occhiali storti sul naso e un’aria decisamente intellettuale. Passano gli anni e si ritrovano a Piazza Navona, il 1° maggio, giù da un palco in cui si parla di libertà, giustizia, Stato. Giovanna ora si fa chiamare Nina, come la protagonista de Il gabbiano di Cechov. Ha 17 anni e un desiderio irrefrenabile di baciare Bernardo. Ma i tempi non sono ancora maturi. I due giovani dovranno attendere un altro evento e un’altra piazza per riconoscersi ancora in mezzo a una folla immensa. Siamo a San Giovanni. È il famoso 14 settembre 2002. Bernardo è diventato uno scrittore, Nina è invece reduce da un viaggio lontanissimo. Da quel giorno non si perderanno più di vista... Per Giulio e Simonetta è tutta un’altra storia. Niente piazze, niente folla, niente comizi. Appartamento in città, appartamento in montagna, lui avvocato benestante, appassionato di corsa e sport sulla neve; lei poco loquace, audace nel suo striminzito tubino, cercano una nuova casa. Nina gli vende quella della sua famiglia. Trova Giulio estremamente antipatico, odioso il suo comportamento nei confronti della moglie. Le due coppie non potrebbero essere più distanti. Nessun interesse in comune, un passato, un presente agli antipodi, Nina e Bernardo appassionatamente di sinistra, quelli là sicuramente di destra. Poi, come è noto, gli opposti si attraggono. E il topolino magico (così Bernardo chiama dolcemente la sua compagna) finisce a letto con il “borghese” Giulio, alla faccia dei principi, del senso di responsabilità, di giustizia e… di colpa. Intanto, quel che è peggio o scontato (?), Berlusconi vince le elezioni...

Pubblico e privato si intrecciano su uno stesso piano in questo brevissimo romanzo, che dai Corti del “Corriere della Sera” è finito tra gli AsSaggi di Narrativa della Bompiani. Parliamo del quinto libro della giovane e fortunatissima Chiara Gamberale, qui alle prese con una passione che coinvolge due coppie con una visione del mondo contrapposta. Raccontando la crisi sentimentale dei protagonisti (in realtà solo di uno), l’autrice descrive con leggerezza e una punta di sarcasmo lo sfaldamento nel quale versa la sinistra italiana, fagocitata dal pragmatismo e dal potere fascinoso della destra. Non esistono più ideali ai quali aggrapparsi (troppo vetusti? Prematuramente scomparsi?), e allora non resta che elucubrare e stare a guardare quello che succede. Ça va sans dire, la destra vince alle elezioni e sotto le lenzuola, e per la sinistra si affaccia sfrontata e inevitabile la vera e fatale crisi d’identità, come al governo, così fuori dal letto. Sarà colpa della globalizzazione? Ai lettori l’ardua sentenza.