Salta al contenuto principale

Una ricetta per la felicità

Una ricetta per la felicità

Puglia, 1933. Lucia è poco più di una bambina quando inizia a lavorare a casa di donna Margherita, un’austera vedova che vive con i due figli in un antico palazzo di famiglia in un paesino nelle Murge. Lucia impara molto presto come comportarsi in casa con ciascuno dei suoi abitanti: con la padrona sempre severa e brusca, con Peppino, il figlio maggiore, che gestisce le proprietà della madre mal sopportando le angherie dei fascisti locali, e con Giovanni, il più giovane poco più grande di lei che è tenuto chiuso in casa dalla madre perché, apparentemente, cagionevole di salute. Quando viene assunta anche una cameriera, Lucia stringe subito amicizia con la nuova arrivata: Beatrice, questo è il nome della ragazza, è una giovane bellissima e di buon cuore e, proprio per le sue qualità, attira immediatamente l’attenzione di Peppino. Successivamente Lucia scopre un’altra stranezza della casa: in una stanza sempre chiusa a chiave, vive la cognata di donna Margherita, la signora Vera che, a causa della sua personalità eccentrica, viene considerata pazza e per questo relegata nella sua stanza dove di giorno riposa e di notte suona il pianoforte. Lucia si affeziona a Vera che accudisce portandole personalmente il cibo e imparando a leggere e a scrivere proprio grazie al suo aiuto. Così la ragazza può cominciare a tenere un quaderno in cui annota tutte le ricette dei piatti tradizionali appresi dalla cuoca di casa, accanto al racconto delle vicende familiari. Vera, dopo anni di precariato al Nord, decide di tornare in Puglia, terra di origine, col marito Claudio e i loro due bambini. L’idea della coppia è quella di ristrutturare l’antica dimora della famiglia di Vera, dove aveva vissuto fino alla sua fine nonna Lucia, e di trovare un’occupazione in paese: i loro progetti, però, cominciano presto a frantumarsi, perché il lavoro manca e la ristrutturazione diventa sempre più complicata e costosa. Claudio è costretto a partire per esercitare la sua professione di ingegnere in altre città e Vera si trova sola ad affrontare difficoltà economiche e routine familiare. È proprio allora che il quaderno di nonna Lucia, ritrovato nella soffitta allagata a causa del tetto danneggiato, indica a Vera la via da seguire per andare avanti e le insegna la ricetta più difficile, quella della felicità...

Chiara Curione è una scrittrice barese, autrice di fiabe, racconti e alcuni romanzi, tra cui La sartoria di Matilde (2000) e Un eroe dalla parte sbagliata (2008). È appassionata di storia, come si evince dalla raccolta di fiabe su Federico II da lei pubblicata e dalle ambientazioni dei romanzi. Una ricetta per la felicità è in parte una storia vera perché si ispira alla figura di Lucietta, zia di Pino Aprile che nella Prefazione al romanzo racconta alcune vicende della sua famiglia e, in particolare, di “Ciciuetta”, soprannome con cui chiamava la zia da bambino. La donna, mandata a servizio poco più che bambina presso una facoltosa famiglia di Gioia del Colle, con la sua intelligenza e intraprendenza, diventò col tempo un punto di riferimento imprescindibile sia per i suoi datori di lavoro sia per i numerosi parenti del nucleo familiare di origine. Zia Ciciuetta assunse, quindi, i contorni di una figura esemplare, una sorta di istituzione per la casa che serviva, dove rimase sempre senza mai sposarsi, e poi per l’intero paese. La Curione segue “alcune tracce” della storia vera di Ciciuetta, creando il personaggio di Lucia, in cui si mescolano il vero e l’invenzione. Il romanzo alterna il racconto in terza persona delle vicende di Lucia, arricchito dalle ricette e dalle sue annotazioni di fatti familiari, a quello in prima persona di Vera, che vive una crisi personale che riesce a superare proprio grazie alla forza trasmessale dal quaderno e dai ricordi in esso contenuti. La nonna infatti, attraverso le ricette, non trasmette solo conoscenze culinarie, ma soprattutto la saggezza legata ai grandi gesti d’amore di cui è stata protagonista durante la sua vita: piano piano si apprende la complicata storia familiare che unisce Lucia e Vera, fatta di sacrifici, gioie e segreti, mantenuti solo per difendere chi si ama più della propria vita. Così si comprende che quello che lega le due donne è proprio la capacità di vivere sentimenti forti e di avere il coraggio di accettare grandi sfide, pur di salvare gli affetti più cari.