Salta al contenuto principale

Una serie di sfortunati eventi - La fine

lafine

Le disavventure dei fratelli Baudelaire sono iniziate con un incendio, quello che ha distrutto la loro casa e tolto la vita ai loro genitori, rendendoli tre orfani. È così che la loro vita si è intrecciata con quella del Conte Olaf, ed è nello stesso modo che viene ridotto in cenere l’Hotel Climax, da cui stanno fuggendo i ragazzi insieme al loro acerrimo nemico, a bordo di una barca. Dopo essere stati presi alla sprovvista da una tempesta - da cui però riescono sorprendentemente a salvarsi - gli orfani Baudelaire e il perfido Conte Olaf raggiungono un’isola del tutto inusuale. Ad abitarla vi è una colonia, capitanata dal facilitatore Ismaele, che accoglie i tre ragazzi e spiega loro gli usi e i costumi della loro nuova casa. Un punto verde nel bel mezzo del mare, in cui si beve solo cordiale al cocco e caratterizzato da una tradizione millenaria: durante il Giorno delle Decisioni, durante il quale l’isola viene sommersa dall’acqua, si può salire a bordo di un fuoriscalmo e andarsene per sempre. I tre fratelli cercano di adattarsi allo strano stile di vita come possono, non senza notare l’atteggiamento insolito dei suoi abitanti e – come sempre – dissotterrando misteri nascosti in ogni angolo. E dopo disavventure in ogni dove, frequenti cambi di scenario e nemici che sbucano come funghi, i tre orfani Baudelaire cercano per l’ultima volta una risposta alle loro mille domande…

Ultimo capitolo di una serie tanto longeva quanto di successo. La fine di una saga porta con sé sempre quella malinconia tipica delle cose che, dopo un lungo percorso, finiscono. E in questo caso il percorso si è srotolato dal 1999 al 2007, con annate in cui il creatore degli Sfortunati Eventi è riuscito a scrivere tre libri di fila. Le storie e lo stile di uno scrittore possono piacere o meno, ma in casi come questo non si può che riconoscere il talento e l’immensa immaginazione di un adulto che ha deciso di criticare i suoi coetanei servendosi di un’ironia senza pari, schierandosi dalla parte dei bambini. Il risultato, stavolta, è un’ultima avventura in cui si intravede per la prima volta un lato leggermente più umano del perfido Conte Olaf e in cui, finalmente, ci si riallaccia all’origine della famiglia Baudelaire, dedicando una parte del finale ai genitori dei tre beniamini di questa lunghissima serie. Ed è vero, i finali non sono mai facili da accettare, soprattutto quando dei protagonisti hanno fatto compagnia per così tanti anni al pubblico di lettori. Ma quando sono così ricchi e ben scritti, non si può far altro che salutare i protagonisti di quelle avventure e prepararsi per ciò che verrà dopo di loro, senza mai dimenticare la loro folle storia.