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Una serie di sfortunati eventi - La scivolosa scarpata

Una serie di sfortunati eventi - La scivolosa scarpata

La forza dei fratelli Baudelaire deriva dall’unione delle loro menti e dei loro talenti insoliti, soprattutto in seguito alla morte dei loro genitori e, di conseguenza, da quando il perfido Conte Olaf ha iniziato a far parte delle loro vite. Che però attualmente non vanno decisamente nel migliore dei modi. Un po’ perché la piccola Sunny è in macchina con il loro arcinemico, un po’ perché Violet e Klaus stanno precipitando dal Monte di Manomorta e devono assolutamente trovare un modo per salvarsi. Grazie alla combinazione tra l’inventiva della primogenita e la memoria da lettore del fratello, i due fratelli riescono a salvare la pelle, ed è in quel momento che ha inizio per loro la missione più importante: risalire la cima del monte e mettere in salvo la loro sorellina dai denti affilati, prima che sia troppo tardi. Il viaggio che affrontano è pieno di insidie, costellato da animaletti e insetti brutalmente pericolosi, una grotta piena di svitati – capeggiati da una delle loro vecchie conoscenze – e un mistero nel mistero, il tutto inevitabilmente connesso alle sorti oscure di V.F. e del Conte Olaf. Una serie di ostacoli che si mettono in mezzo tra i tre fratelli, che ora più che mai vorrebbero solo ritrovarsi e vivere serenamente...

Scrivere una serie di successo non è semplice, soprattutto per un pubblico di riferimento giovane e, in special modo, quando i libri che la compongono sono così tanti. Col passare del tempo, è normale fare un confronto tra tutte le avventure dei personaggi e chiedersi se il livello riesca a mantenersi sempre alto o meno. Questo capitolo è forse il primo in cui si iniziano a registrare dei segni di cedimento da parte dell’autore, il che porta a un senso di noia e di minor interesse rispetto ai nove libri precedenti. Nonostante il mistero di V.F. sia sempre più svelato nel corso di questo romanzo e nonostante il ritorno di diversi personaggi chiave delle avventure passate, è tutto “troppo”. È come se Snicket avesse avuto troppe idee e avesse deciso di usarle tutte insieme, creando un po’ di confusione e, per la prima volta, creando un capitolo della serie meno convincente del solito. Il risultato non è di basso livello, anzi; è semplicemente il libro meno riuscito di una serie altrimenti impeccabile, capace di incantare e incuriosire grandi e piccini.