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Una serie di sfortunati eventi - La sinistra segheria

Una serie di sfortunati eventi - La sinistra segheria

Dopo essersi affezionati ai serpenti più pericolosi e disperati e dopo le lezioni di prudenza e grammatica impartite dalla zia Josephine, i tre fratelli Baudelaire vengono nuovamente affidati a un tutore legale. In questa occasione, però, non c’entra la loro famiglia d’origine, così bizzarra e inaspettatamente allargata: Violet, Klaus e Sunny vengono adottati dalla città di Meschinopoli e più nello specifico da Signore, il titolare della segheria Ciocco Fortunato. Un luogo macabro e ricco di misteri, primo fra tutti la presenza del famigerato occhio tatuato sulla caviglia del Conte Olaf, che sembra spiarli e dare loro il tormento pure da lontano. Noncurante della giovanissima età dei tre bambini, il loro nuovo tutore li costringe a lavorare in segheria tra pericolosissimi macchinari, pranzi fin troppo miseri e lavoratori esausti e scontenti del loro continuo sfruttamento per un profitto che non vedono mai. Ma allora perché nessuno si ribella? Perché tutti continuano a lavorare a testa bassa, senza cercare di sollevarsi contro la tirannia di Signore? I tre fratelli geniali, nonostante la stanchezza causata loro dal lavoro in segheria, si ritrovano alle prese con enigma difficile da sciogliere, ma una cosa è certa: ci deve essere nuovamente lo zampino del Conte Olaf…

In questa quarta avventura dei tre inseparabili fratelli nati dalla penna di Lemony Snicket ci si aspetterebbe segni di cedimento, misti a quella sensazione di noia dovuta alla decisione di costruire una saga tanto lunga. Eppure, ciò non succede, anzi. Il ritmo incalzante di questo libro contribuisce a coinvolgere lettori di qualunque età, tra risate divertite e una sana curiosità, complice anche a onor del vero la lunghezza contenuta del romanzo. La collaborazione tra la praticità di Violet, la mente acuta di Klaus e i dentini di Sunny si rinnova anche in questo quarto capitolo, nonostante le condizioni più che precarie in cui i tre si ritrovano a vivere. Come a voler spezzare la monotonia, Snicket introduce due novità: l’assenza della famiglia Baudelaire come tutore legale, una sorta di tradizione ripetutasi nei due libri precedenti, e una certa lontananza da parte di Olaf. Il lettore lo sente, lo percepisce, ma non lo vede arrivare e proprio per questo viene spinto a proseguire nella lettura. In conclusione, un prosieguo della serie degli sfortunati eventi molto ben riuscito, con la solita ironia che caratterizza questa saga e l’immancabile capovolgimento nei ruoli, in cui sono i bambini a prendersi cura degli adulti.