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Una serie di sfortunati eventi - La stanza delle serpi

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I tre fratelli Baudelaire – Violet, Klaus e Sunny – sono orfani da poco, ma hanno già avuto a che fare con il male in persona: il Conte Olaf, un uomo spietato, disposto a tutto pur di mettere mano sul loro ricco patrimonio. I tre hanno trovato rifugio a casa dello zio Monty, un eccentrico signore che li ospita in una casa straripante di rettili, sua passione e lavoro. I bambini sentono di potersi fidare di quell’uomo così buono, mai visto prima certo, ma che sembra nutrire per loro un affetto sincero, che prescinde dai soldi lasciati in eredità dai loro genitori. Nonostante un momento iniziale di diffidenza, persino quei serpenti così spaventosi mostrano il loro lato buono ai giovani Baudelaire. Ma nonostante il clima di calma apparente, nonostante la giovane età, i tre bambini sanno che la stabilità in quella nuova dimora non è destinata a durare a lungo, figurarsi per sempre. Perché anche se non possono vederlo, il Conte Olaf non si arrende e, in qualche modo, sta tramando uno dei suoi loschi piani, con lo stesso chiodo fisso in testa: distruggerli e accaparrarsi la loro fortuna…

Il secondo libro della fortunatissima serie degli Sfortunati Eventi è fresco, divertente e irriverente come il primo. Un’avventura per ragazzi che funziona ancora oggi, a più di vent’anni dalla data d’uscita in Italia. I tre giovani protagonisti sono una squadra che dà il meglio di sé dinanzi alle mille avversità che si trovano ad affrontare, ognuno con la propria dote: chi i denti forti, chi grazie ai tanti libri letti e chi per il suo spirito inventivo. Lo stile dell’autore è riconoscibile e, pur riproponendo la stessa situazione del primo capitolo, non annoia, anzi. È incoraggiante vedere il modo in cui i tre orfani non si arrendono alla loro sfortuna, non si piangono addosso dopo la perdita dei genitori, anzi si rallegrano nel conoscere un pezzo sconosciuto della loro famiglia, senza abbattersi. Soprattutto pensando al pubblico cui questa serie è indirizzato, il libro scorre bene, tiene incollati alla pagina perché il giovane lettore vorrà sapere cos’altro capiterà a quel terzetto e in che modo subdolo il Conte Olaf cercherà di ingannarli. Il vero punto di forza del romanzo è la rappresentazione degli adulti, comica, ma evidentemente accurata: un branco di rammolliti che non credono a ciò che è proprio sotto il loro naso, ma che pensano di poter proteggere tre ragazzi molto più in gamba di loro.