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Una serie di sfortunati eventi - L’ascensore ansiogeno

Una serie di sfortunati eventi - L’ascensore ansiogeno

I fratelli Baudelaire hanno ormai la speranza letteralmente sotto ai piedi. Così, quando il signor Poe li accompagna a Viale Oscuro, indirizzo dei signori Squalor, i tre bambini non possono fare a meno di sentire una certa tensione attorcigliarli le budella. In quella via così buia da non vedere a un palmo di naso, i tre fratelli temono che il Conte Olaf li trovi dopo aver già catturato i gemelli Pantano, loro amici. Anche in quella casa così chic. Gli Squalor, se possibile, non fanno che peggiorare il loro stato d’animo già agitato. In quella casa, infatti, non si segue il buonsenso, ma solo le tendenze del momento: per esempio, tutte le luci sono spente perché, in quel momento, il buio è “in” e la luce è “out”. Per non parlare dell’ascensore, fuori servizio perché fuori moda, che li costringe a farsi una miriade di piani a piedi per raggiungere lo splendido attico che diventerà la loro nuova dimora. In realtà, però, un grande mistero aleggia sopra le teste dei tre orfani Baudelaire: cosa significa V.F? Cosa sta tramando il Conte Olaf e cosa significano quelle due lettere che sembrano volerli perseguitare ovunque loro vadano? Tra strane mode e un ascensore che fa accapponare la pelle, i tre bambini geniali cercano per l’ennesima volta di sopravvivere come possono, circondati da adulti che, invece di proteggerli, sono esclusivamente concentrati su loro stessi...

Lemony Snicket non delude mai, questo ormai è indubbio: se si arriva al sesto capitolo di una saga senza mostrare segni di cedimento, significa che la penna è davvero eccellente. Le diverse intelligenze dei tre orfani protagonisti si incastrano alla perfezione, come i pezzi di un puzzle, che pian piano compongono il mistero legato al Conte Olaf. In questo libro, gli adulti vengono ridicolizzati come mai prima d’ora, si ironizza sulle mode e su come il loro continuo oscillare possa portare le persone più benestanti ad atteggiamenti assurdi e fuori dal comune, pur di essere trendy. L’ironia è, ancora una volta, la carta vincente di questa narrazione, che scorre senza intoppi e diverte lettori giovanissimi e più adulti, offrendo diverse chiavi di lettura a seconda dell’età. La presenza sempre nell’aria del Conte Olaf porta i Baudelaire a stare sempre sulla difensiva, impedendo loro di fidarsi dei più grandi; basti pensare che, finora, gli unici ad averli davvero aiutati sono stati i trigemini Pantano, loro coetanei. Insomma, un episodio delle loro disavventure degno di nota, in cui sfortuna e divertimento vanno sempre di pari passo.