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Una serie di sfortunati eventi - L’ostile ospedale

L' ostile ospedale. Una serie di sfortunati eventi. Vol. 8

I fratelli Baudelaire, arrivati a questo punto, sanno che la loro vita prenderà sempre la piega più sfortunata tra tutte le possibili alternative. Per questo quando arrivano all’Heimlich Hospital, la loro nuova dimora, sperano per il meglio ma si aspettano il peggio. In realtà, questa volta non è colpa del buon vecchio signor Poe, da sempre responsabile dei loro tutori legali bislacchi, bensì loro: i tre fratelli sono in fuga dalla polizia. Arrivano in quell’ospedale dopo aver fatto un incontro insolito, ma che sembra aprire uno spiraglio di luce nell’intricato mistero di V.F.: difatti, nel luogo sperduto in cui si ritrovano i tre fratelli, si fermano in un negozio per poter mandare un telegramma al signor Poe e, nel mentre, fanno la conoscenza di un gruppo di giovani dal nome sospetto: Volontari Festaioli, come le iniziali di V.F.. Desiderosi di sbrogliare il filo della matassa, i tre orfani decidono di fingersi volontari a loro volta, ritrovandosi così nell’ospedale più tetro e singolare mai visto in vita loro. Basti pensare che l’ospedale è costruito solo per metà, il che crea abbastanza confusione da permettere ai tre bambini di intrufolarsi in mezzo allo staff, con la speranza di venire a capo dei mille misteri che li circondano…

Lemony Snicket non è un autore qualunque, perché non è da tutti creare una serie di libri che possa piacere a diverse fasce di età, dando così l’occasione a tipi di lettura e di interpretazione diversi. In questo ottavo capitolo della serie è come se il lettore si perdesse in mezzo alla confusione dell’ospedale, costruito solo per metà. Il mistero di V.F. sembra essere ovunque e ovviamente non è un caso che tutto ciò che circonda i tre orfani abbia queste iniziali. Tuttavia, arrivati a questo punto della storia e con altri libri in arrivo, chi legge si aspetterebbe un filino di chiarezza in più, la possibilità di non procedere a tentoni, sparando tentativi a casaccio. Lo stile di Snicket è sempre riconoscibilissimo, pervaso da quell’uso totalizzante dell’ironia e dalla perfetta caratterizzazione dei tre protagonisti, ma in questo caso non è sufficiente. Il mistero è sempre bene accetto, ma non quando in una serie così lunga non si riesce a percepire un disegno logico, una simmetria, creando un leggero senso di spaesamento nel lettore.