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Una settimana in giallo

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Tutti hanno dei desideri nascosti. quello di Petra Delicado è di risolvere un caso, almeno uno, liscio liscio in sette giorni. Le piacerebbe anche un caso in mezzo ai vip ma bisogna accontentarsi. Il tizio trovato morto non è chiaro se sia stato assassinato o si sia suicidato, la compagna non collabora e lui non era proprio limpidissimo, caso complesso quindi: ma un po’ l’abilità della nostra poliziotta e del suo partner Fermìn, un po’ le sollecitazioni del capo che minaccia di assegnare alla coppia un secondo caso in aggiunta, fa sì che almeno uno dei due desideri sia soddisfatto… In questura, si sa, a qualcuno il turno di Natale deve toccare. Acanfora si è fatto la Vigilia, ma appena smontato riceve una telefonata del commissario Santagata, chiamato per un cadavere trovato sul Vesuvio, che gli chiede se sarebbe disposto ad accompagnarlo. Sarà che non vuole stare da solo il giorno di Natale, pensa Ancanfora che a malincuore acconsente. Quando il commissario arriva scopre che no, la malinconia delle feste non c’entra proprio. Il morto è lì dove è stato segnalato, un omone strangolato che non ha tentato nessuna difesa, il che è già strano di suo: ma ancora più strana è la reazione della moglie quando apprende la triste notizia. Triste come lo è l’appartamento in cui nonostante la festa, non c’è il minimo segno di allegria, giusto un alberello e poco altro… Uno straniante viaggio è quello in cui viene coinvolto Saverio Lamanna con l’immancabile Piccionello e l’amata Suleima, una “crociera” su una nave che fa salvataggi nel Mediterraneo. Una settimana che lo porterà suo malgrado a confrontarsi con qualcosa (parola che comprende praticamente la totalità delle cose del mondo), di cui vorrebbe ignorare l’esistenza…

Come ogni anno arriva l’antologia a tema dell’editore in blu. I temi attorno a cui gli autori dovevano costruire i loro racconti sono stati tantissimi nel corso degli anni: la scuola, i viaggi, il Natale, il calcio e molti altri. Stavolta è toccato al tempo. Una settimana per la precisione, e come già accaduto - in segno di affetto imperituro - ogni racconto contiene un riferimento al maestro Camilleri. Gli amati giallisti accolgono la sfida vincendola a mani basse, come sempre. La lista degli autori si arricchisce man mano che Sellerio scopre nuovi talenti ecco che accanto ai nomi ormai ben noti a tutti (Giménez-Bartlett, Manzini, Robecchi, Savatteri) si aggiungono autori e autrici di più recente esordio, come Simona Tanzini o Andrej Longo – quando si dice che i genitori amano la letteratura. Per gli appassionati è un appuntamento atteso e anche stavolta gli scrittori sono riusciti egregiamente a “costringere” i loro personaggi in poche pagine senza far loro perdere un grammo di acutezza e brillantezza. Qualcuno - va da sé - brilla più degli altri, ma credo sia da attribuire solo alla maggiore affezione personale verso l’uno o l’altro autore (o personaggio). Nulle le pause mangerecce di Petra e Fermìn e le incursioni di Katrina (la Mary Poppins di Robecchi) con i suoi surreali dialoghi con la madonna di Medjugorie per esempio, come persa è la coralità degli inquilini di via Porpora (la casa di ringhiera inventata da Recami). Malvaldi ha supplito all’assenza dei suoi amati vecchietti con le esasperazioni del già non facilissimo carattere del vicequestore in avanzatissimo stato di gravidanza e Manzini con l’apparizione (che ci si augura non resterà unica) di un’omologa poliziotta francese che inaspettatamente usa la stessa famosa scala in gradi-rottura. In ogni caso, una strenna da non farsi mancare per qualche ora di godimento garantito.