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Una stanza fatta di foglie

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Devonshire, 1771. La piccola Elizabeth, di soli cinque anni, dopo la morte del padre si trasferisce con la madre Grace nella fattoria del nonno, allevatore nel modesto villaggio di Bridgerule. Da lui apprende i segreti della cura di un gregge: impara a contare le pecore facendo dei piccoli nodi su una cordicella, a riconoscere i montoni più forti da far accoppiare, a valutare il vello dei diversi esemplari. Quando Grace decide di risposarsi con un vedovo della zona, la bambina si trasferisce a Lodgeworthy a casa del reverendo Kingdon, padre della sua più cara amica Bridie. Qui viene accolta amorevolmente da tutta la famiglia e riceve un’adeguata educazione borghese. Le giornate trascorrono senza grandi avvenimenti tra giochi e passeggiate, letture e lavori femminili, fino a quando, ormai diventate signorine, le due ragazze cominciano a ricevere visite da parte dei giovani ufficiali della vicina caserma di Holsworthy. Elizabeth, non particolarmente affascinante, orfana, abbandonata dalla madre, senza un patrimonio, comprende molto presto di avere una sola carta da giocare per garantirsi un futuro felice: la sua verginità, da custodire gelosamente e da offrire in cambio di un matrimonio vantaggioso. Durante la festa per il battesimo dell’ultimogenita dei Kingdon, Elizabeth conosce il sottufficiale Macarthur, un tipo “freddo e sgradevole”, privo di qualsiasi attrattiva, che giorno dopo giorno entra sempre di più nella sua vita. Vittima della sua stessa ingenuità e del desiderio di essere amata, Elizabeth cede alle attenzioni del giovane, scaltro e senza scrupoli. Macarthur riesce a legare il destino di Elizabeth al suo e a condurla con sé in un’avventura dall’altra parte del globo, nel “Nuovo Galles del Sud”, in cui la giovane, esplorando un nuovo mondo, scopre soprattutto sé stessa e le sue molteplici qualità, nascoste dietro la maschera imperturbabile della perfetta moglie borghese…

Kate Grenville è tra le più celebri scrittrici australiane contemporanee, autrice di otto romanzi: grazie a Il fiume segreto (2005), tradotto in più lingue e insignito del Commonwealth Writers' Prize per il miglior libro, ha raggiunto la fama internazionale. La scrittrice in Una stanza fatta di foglie, attraverso il tòpos letterario del manoscritto ritrovato, immagina che a raccontare la sua storia, sollecitata dal figlio James, sia la stessa Elizabeth Veale, moglie di John Macarthur, tra i primi pionieri inglesi in Australia, luogotenente nel New South Wales Corps e promotore del commercio di lana australiana. La Grenville sceglie di dar voce a chi viene spesso dimenticato dalla storia ufficiale: è Elizabeth, una donna, che racconta, oltre alle sue esperienze, l’insediamento dei primi coloni britannici in Australia e, allo stesso tempo, svela il ruolo da lei avuto nella fortuna commerciale del marito John. Proprio quando lui viene richiamato in patria per aver sparato al rappresentante del governatore King, prende avvio il commercio di lana della Elizabeth Farm a Parramata, la proprietà dei Macarthur gestita dalla giovane donna, grazie agli insegnamenti ricevuti dal nonno. Elizabeth a contatto con una natura splendida e incontaminata abitata da esseri umani tanto diversi ma altrettanto gentili e coraggiosi, impara a conoscere sé stessa e a liberarsi dalle costrizioni imposte dalle rigide convenzioni della società anglosassone. La partenza verso luoghi lontani e sconosciuti, vissuta inizialmente come un lungo castigo imposto da un destino spietato, si trasforma così per la protagonista in un’occasione per scoprire la propria essenza ed entrare in relazione profonda con il mondo circostante, rifugiandosi nel suo “mon petit coin”, una piccola “stanza fatta di foglie” immersa nella natura.