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Una vergine di troppo

Una vergine di troppo

Roma, 27 maggio – 7 giugno 74 d. C. Marco Didio Falco è rientrato in città da appena un giorno e ha già dovuto affrontare una prova difficile, dire a sua sorella Maia che il marito è morto in Nord Africa, sbranato da un leone, lasciandola sola a occuparsi dei quattro figli. Le ha dovuto inoltre spiegare che la morte è stata una tragica conseguenza di un comportamento irrispettoso e scorretto, una esecuzione pubblica che lui non ha potuto far sospendere. Inoltre, ora che è tornato a Roma, ha finalmente ottenuto la promozione di cui aveva bisogno per elevarsi di censo. Più o meno. Vespasiano infatti gli ha affidato un particolare incarico, creato esclusivamente per lui: Marco è diventato il Procuratore del Pollame per il Senato e il Popolo di Roma. Un incarico che lo eleva alla classe media, anche se in concreto poco o nulla cambia nella sua esistenza. Ora vorrebbe rilassarsi a casa sua, nello squallido appartamento che condivide con Elena Giustina e la loro figlioletta Giulia, ma ad accoglierlo sulla soglia di casa trova la piccola ed elegante Gaia Lelia, una bimba patrizia di circa sei anni che lo squadra con fastidio, indispettita dai suoi modi poco deferenti. Ingioiellata e pettinata con cura, la fanciulla sbatte nervosa i piedi sullo sgabello, come se tutti i problemi del mondo gravassero su di lei. Marco le domanda cosa l’abbia condotta nella sua dimora e scopre che la bizzarra cliente desidera che lui si occupi di un problema che riguarda la sua famiglia, ma non scende nei dettagli. Per l’investigatore è una sorpresa, di norma i suoi casi hanno a che fare con furti di opere d’arte, divorzi, scandali politici. Roba da adulti, insomma. L’idea di perdere tempo con i malumori e i capricci di una bambina non lo attira, anche se significa rinunciare a un buon guadagno. Così, senza pensarci troppo, la caccia via. Quando Elena gli rivela che la bimba lo ha cercato perché teme che un membro della famiglia abbia intenzione di ucciderla, reagisce con una risata. È sicuro che si tratti di una puerile fantasia...

Il contesto storico per questa nuova serrata indagine dell’investigatore Marco Didio Falco scomoda gli antichi rituali romani e con l’undicesimo romanzo della serie, pubblicato per la prima volta nel dicembre del 1999, entra in gioco il misterioso e arcaico collegio sacerdotale dei fratelli arvali, con tanto di intrighi, rivalità, trucchi per abbindolare la popolazione e condizionare gli eventi politici. E non può mancare come punto di partenza un efferato omicidio. Il titolo dell’opera si ispira alle celebri vergini vestali, le vergini sacre consacrate alla dea Vesta, ed è proprio un’aspirante al ruolo a rivolgersi a Marco per chiedere aiuto. Lindsey Davis (che ha dichiarato di essere stata influenzata dalla fiction “Io, Claudio” per le sue storie ambientate nella Roma antica) ricostruisce i costumi legati a questi sacerdozi, l’importanza che rivestivano per i membri delle classi patrizie e l’influenza nel tessuto socio-politico. Stona nella narrazione qualche termine anacronistico, come il definire grossi “peluche” le oche del Campidoglio di cui il protagonista si occupa. Un linguaggio moderno e vivace voluto dall’autrice per permettere ai lettori una maggiore immedesimazione, ma che potrebbe risultare sgradito ad alcuni. Viene dato come di consueto molto spazio al rapporto libero e paritario (rispetto al contesto storico) tra Marco ed Elena e all’interazione con i suoceri di classe patrizia (quasi una sit-com). E naturalmente lo spavaldo Marco trascina i lettori in ogni angolo della città, perfino nella dimora segreta delle vestali e, in barba a ogni regola di buon gusto (e legge), si caccia nei guai con imprudenza e faccia tosta. Perché nulla, nemmeno sacralità o leggi, possono impedirgli di risolvere un mistero. Al personaggio di Falco è dedicato un film del 1993, con protagonista Bryan Brown. Dopo la pubblicazione dell’ultimo volume della saga, Nemesis, la Davis ha dato vita a nuova serie letteraria ambientata circa quindici anni dopo, la cui protagonista è Flavia Albia, figlia adottiva di Marco e Elena.