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Una vita giocata

Una vita giocata

Tre giorni al diciottesimo compleanno, una famiglia di provincia ricca e molto tradizionalista, un amore impossibile ma reale, nato in Martinica durante una vacanza. Un sorriso e una frase detta chissà quante volte, innocua: “Ciao mamma, ciao papà, ci vediamo questa sera”. Ma Nicoletta sa, al contrario dei suoi genitori che le sorridono tranquilli, che quella sera il suo posto a tavola resterà vuoto. Fuori di casa la aspetta il suo amico Romildo: non andranno al cinema né a fare un giro. Lui, l’unico di cui lei ha pensato di potersi fidare, la accompagnerà all’aeroporto. È stato proprio suo padre a presentare in famiglia Italo Casadei, stilista di poco più giovane di suo padre, residente a Parigi. Certo mai avrebbe pensato che la sua bambina potesse innamorarsi e addirittura essere ricambiata, mai avrebbe pensato che la dolce Nicoletta potesse essere così determinata nel “disobbedire” a lui, alla madre, alle convenzioni. Nicoletta dal canto suo aveva immaginato in tutt’altro modo il suo arrivo a Parigi, sognava un lungo abbraccio e un lungo bacio, non l’apparente freddezza con cui Italo l’accoglie e poi la presenta ai suoi genitori e agli ospiti, salvo mandarla immediatamente in albergo, perché ancora per due giorni Nicoletta è minorenne. Devono aspettare quelle eterne, interminabili quarantotto ore per essere liberi di amarsi alla luce del sole. I due giorni passano e nemmeno l’Interpol, che il padre ha coinvolto, può fare più nulla. Nella Ville Lumière, in un fantastico appartamento, Nicoletta e Italo cominciano la loro vita insieme...

Nell’ottobre del 1975 la parola “ludopatia” era usata forse solo in ambiente medico, in compenso i casinò erano un ambiente esclusivo – almeno le sale oltre le slot – in cui ci si giocavano fortune. Le scene di tanti film in cui dopo aver perso tutto qualcuno usciva all’esterno e si suicidava non sono un’invenzione. Scorrevano insieme fiumi di denaro e alcol. Fragolina, così la chiamava Italo, era poco più di una bambina, soggiogata da un amore esclusivo, ricoperta di vestiti, soldi e attenzioni non poteva vedere quello che le stava succedendo, dove stava andando la sua vita al fianco di un narcisista ludopatico. Un libro importante, una testimonianza di vita vissuta che può molto di più rispetto a tante parole edificanti o a un saggio di psicopatologia. Nicoletta racconta di come abbia ignorato le avvisaglie, anzi di come in qualche modo abbia voluto ignorarle; una storia che assomiglia per tanti versi alle tante, troppe, che raccontano ogni giorno i familiari delle vittime di femminicidio. Il suo è un uomo sopra le righe nel bene e nel male: Nicoletta lo capisce al primo schiaffo motivato solo da uno scatto d’ira, che la umilia e la sconvolge, ma poi è tale e tanta la passione che Italo prova e le fa provare da mettere a tacere subito quel campanello d’allarme. È quello che succede a tante donne e si potrebbe anche pensare che in fin dei conti la protagonista è una privilegiata, è ancora viva e lo sono i suoi figli, ma quanto le è costato... Una biografia che sembra un romanzo ma che suscita tante riflessioni, sul perché in nome dell’amore alcune donne siano disposte a sacrificare loro stesse, a rifiutare decisamente l’aiuto che potrebbero avere convinte di poter riprendere il controllo della situazione da sole. Perché si ostinano e si aggrappano a un’idea di famiglia distorta, consapevoli che probabilmente non ne usciranno se non con la morte dell’uno o dell’altra, e rovinano la vita dei figli, dei genitori, di tutti quelli in qualche modo coinvolti. Un monito per chi si avvicina al gioco d’azzardo, un mondo a sé stante in cui finché girano i soldi va tutto bene ma in cui puoi perdere tutto: e non parlo soltanto dei beni materiali. Un quadro spietato di cosa vuol dire sopravvivere alla convivenza con un narcisista ludopatico, un libro che dovrebbe essere letto da tutte e farebbe bene anche agli uomini. Lo ha scritto Daniela Rossi, psicologa e giornalista, che usando la narrazione in prima persona lo ha reso ancora più coinvolgente. Per poi rendersi conto a pieno delle conseguenze di una vita così, su YouTube si trovano i podcast con i racconti del primogenito Luca Casadei, agghiaccianti come il libro.