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Un’esperienza personale

unesperienzapersonale

Tori-bird, giovane uomo di ventisette anni e quattro mesi, insegnante ad un corso preparatorio all’esame di ammissione all’Università, in un pomeriggio inoltrato di giugno sta attendendo la nascita del suo primo figlio. Lui e la suocera si sentono telefonicamente ad intervalli regolari ma il bambino ancora non ha intenzione di venire al mondo. Tori-bird è ansioso, impaziente, nervoso e spaventato: sente in sé tutte quelle emozioni che ogni uomo prova sapendo che da un momento all’altro, ci sarà quell’attimo che gli cambierà per sempre la vita. Forse proprio per esorcizzare tale miscuglio di pensieri e sentimenti il ragazzo approfitta di questo tempo d’attesa per comprare delle carte geografiche Michelin dell’Africa settentrionale, centrale e meridionale. Il continente africano è sempre stato il suo sogno, una sorta di richiamo alla libertà. Infatti, a Tori-bird non piacciono troppo gli impegni e le responsabilità ed è curioso, pensa mentre si reca a pagare, che questo acquisto sia riuscito a concluderlo proprio nel momento in cui sta attendendo la nascita del primo figlio che, forse, gli impedirà per molti anni un viaggio nella terra dei suoi sogni. Non solo: all’uscita dal negozio, Tori-bird si butta senza troppo pensarci in una rissa con dei ragazzini, proprio come era solito fare ai tempi della sua adolescenza. Certo, se la moglie e i suoceri sapessero cosa sta combinando in un momento così importante…

Il protagonista del romanzo viene chiamato Tori-bird da quando aveva quindici anni perché i suoi amici paragonavano la sua indole a quella di un uccello che vola libero e cerca di non farsi catturare. Tori-bird sembra, ancora a ventisette anni, non aver perso la voglia di volteggiare da un’esperienza all’altra, scappando non appena le cose si fanno un po' più serie. In sostanza, sembra sfuggire da sé. Vivere è una grande responsabilità e la libertà a cui aspira inizialmente il protagonista sembra più che altro un’assenza di legami, considerati come fonte di problemi: ne è la prova che una volta sposato il giovane ragazzo sparisce per quattro settimane andando ad ubriacarsi quotidianamente. Il romanzo, tuttavia, esplora proprio la presa di coscienza e il diventare uomo da parte del giovane in occasione della nascita del primo figlio, affetto da una grave deformazione cerebrale. Il primo pensiero ed augurio del protagonista (e di molti medici) è quello che il bambino muoia al più presto. Piano piano, tuttavia, con l’aiuto di una amica particolare, Tori-bird esplorerà il suo mondo interiore, entrando in un pozzo nero di dolore e paure. Anche il primogenito dello scrittore Kenzaburō Ōe (1935-2023), premio Nobel per la letteratura nel 1994, è nato affetto da un’ernia cerebrale e il titolo del libro non è certo a caso. Seguire Tori-bird in questo suo viaggio personale alla ricerca di una più nuova e matura espressione di libertà è insieme molto doloroso e tenero e ci invita ad accettare quanto ci accada nella vita poiché non sappiamo mai cosa potremo ricavarne: Kenzaburō Ōe, ad esempio, ha canalizzato le emozioni di questa sua non facile esperienza personale per scrivere un altro strepitoso romanzo.