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Uomini che si nascondono nell’ombra

Uomini che si nascondono nell’ombra

Stoccolma, Kungsträdgårdsgatan, ore 16:25. Oramai manca pochissimo, tra cinque minuti i dipendenti della SEB, la Skandinaviska Enskilda Banken, usciranno dall’ingresso principale. Dal campanile della chiesa di fronte, due cecchini vestiti di nero tengono sotto tiro l’ingresso della banca. Alle 16:30 in punto il portone della banca si spalanca e diverse persone iniziano a scendere le scale dell’ingresso. Il cecchino preme il grilletto e il proiettile colpisce la prima vittima ma anziché colpirla alla testa, la colpisce al torace. Sulla scalinata nel frattempo si scatena il caos, la gente inizia a spintonarsi, molti si gettano a terra e alcuni cercano di riaprire il portone della banca per trovare rifugio dentro. Qualche minuto dopo nell’ufficio dell’ispettore Erik Svensson squilla il telefono, è la centralinista: “Ho un allarme rosso, violenta sparatoria all' 8 Kungsträdgårdsgatan, davanti all’ingresso della SEB. Si parla di un attentato terroristico”. Erik mette giù e ha un brutto presentimento, sarà un altro camion che ha travolto la folla nell’area pedonale di Drottninggatan oppure un nuovo serial killer alla John Ausonius?

Dopo il fortunatissimo esordio di L’uomo che giocava con le bambole, Piemme pubblica Uomini che si nascondono nell’ombra, secondo thriller della Trilogia dell’odio dello scrittore svedese Magnus Jonsson. Il romanzo si apre con un evento che induce i protagonisti della storia a pensare a un evento terroristico di matrice islamica, ma dalle prime rilevazioni emerge ben presto che le vittime non sono casuali, si tratta di persone che lavoravano nella stessa divisione della banca e forse il movente della strage si nasconde nei segreti digitali che possedevano. Jonsson racconta una Svezia molto diversa da come i media spesso la descrivono. Lo scrittore ci mostra che anche nel democratico e avanzato nord Europa i diritti sociali non se la passano benissimo. Un nuovo vento oscuro avanza, — il fronte patriottico di ispirazione nazista già presente anche nel precedente romanzo vuole impadronirsi della città e raggiungere il potere nazionale. Un thriller molto avvincente che ha tutte le intenzioni, come nel romanzo precedente, di far riflettere il lettore su un argomento poco dibattuto dai media in generale, ovvero la speculazione e il profitto da parte di alcune aziende private nel mercato dei servizi di welfare. Magnus Jonsson vive a Stoccolma, lavora come insegnante di liceo ed è un appassionato di skateboard — come Linn Ståhl, la giovane informatica dal passato anarchico protagonista del libro. Lettura consigliata!