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Urbi et Orbi

Urbi et Orbi

San Pietroburgo, 14 marzo. Odincov raggiunge il suo posto di lavoro, il museo del castello Michajlovskij, dove presta servizio come vice capo della sicurezza e lungo il tragitto rimugina sulla strana condizione di quella giornata definita come “la giornata del pi greco”. Inizia la solita routine, due uomini entrano nel suo ufficio per firmare alcuni documenti, cerca di mettersi in contatto con il suo amico Varaska, presso la cui officina ha lasciato l’auto in riparazione, ma lui si trova presso il lago Ladoga. Per fortuna l’auto è pronta e può andare a ritirarla, in fondo assentarsi per un po’ non sarà un problema, anche se sostituisce il capo. Mentre si avvia verso l’officina, incrocia il giovane storico che lavora al museo, Muninn. Il ragazzo è frenetico, ha con sé una grossa cartella e deve recarsi a un appuntamento. Perché non accompagnarlo? Le chiacchiere vertono subito sul lavoro di ricerca che il venticinquenne ha appena concluso per salire di grado all’interno di una singolare organizzazione di cui fa parte: Lectorium Rosicrucianum, un movimento spirituale internazionale attivo dagli anni Novanta. Muninn con i suoi studi ha scoperto che tre grandi sovrani russi hanno operato seguendo uno schema preciso, come agissero sulla base di precise istruzioni: Ivan IV, Pietro I e Paolo I. Il materiale raccolto fa parte di un dossier da lui ribattezzato “Urbi et Orbi” che deve consegnare alla dottoressa Eva Huginn e gli servirà per salire di grado alla Scuola dei rosacroce. Odincov è incuriosito e scettico allo stesso tempo nell’ascoltare gli strani collegamenti storici del giovane, ma lui è un uomo che ha superato da un po’ la cinquantina e ha sulle spalle esperienze ben diverse da quelle dello studioso mingherlino. Lo lascia nel luogo dell’appuntamento, ma ecco che proprio quando sta per andarsene due energumeni agguantano il ragazzo e gli sottraggono la borsa. Per Odincov intervenire è istintivo e nella colluttazione riesce a disarmarli e ucciderli con le loro stesse armi. L’esperienza gli suggerisce che due tizi così ben piazzati e con armi speciali non possono essere lì per caso e quando scopre attraverso i loro documenti che fanno parte della AS, la formidabile Accademia della Sicurezza, comprende che dietro quella che appare una semplice ricerca storica potrebbe esserci ben altro ed è solo l’inizio...

Si comincia con Muninn e Huginn e non ci vuole tanto perché un lettore un po’ accorto colga da subito i primi tra gli infiniti riferimenti presenti nel romanzo. Partiamo con i celebri corvi del dio nordico Odino, per proseguire con citazioni bibliche, mitologiche, filosofiche ben dettagliate. Dmitrij Miropol’skij (Leningrado 1964) inserisce in questo corposo romanzo, che si muove tra avventura e thriller, un bel po’ di materiale creando rocamboleschi intrecci narrativi e gestendo un gran numero di personaggi, che agiscono seguendo motivazioni personali, politiche, religiose. Tutto ruota attorno al celebre e ben sfruttato mito dell’Arca dell’Alleanza, croce e delizia di archeologi e sognatori. Esiste o no? E se esiste dove si trova e chi la custodisce? Miropol’skij pesca a piene mani dall’immaginario mondiale, muovendosi tra Russia, Europa, Etiopia, collegando libri leggendari, manufatti scomparsi e marker genetici inaspettati tra note figure storiche. Non mancano le idee originali, l’evidente lavoro di ricerca e ricostruzione che tiene su la struttura del romanzo, l’incredibile sforzo d’immaginazione e la caratterizzazione dei personaggi, dal carismatico e turbolento Odincov all’affascinante agente dell’Interpol Justine. Il testo però risente di una eccessiva prolissità che lo appesantisce, tende a essere ripetitivo nelle spiegazioni e si perde in dissertazioni mistico-filosofiche che allentano la tensione e ingolfano il ritmo narrativo. Miropol’skij ha alle spalle una variegata carriera che lo ha visto occuparsi di molteplici attività (tra cui agente pubblicitario, presentatore, critico musicale) e dopo essersi speso come autore teatrale e sceneggiatore, nel 2006 dà il via alla sua produzione letteraria vera e propria, incentrata sul romanzo storico d’azione. In Italia ottiene un discreto successo con la pubblicazione del romanzo L’ultimo inverno di Rasputin, dedicato a una delle figure più famose e stimolanti per l’immaginario collettivo.