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Vai al posto

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1 settembre. Sarà un anno bellissimo. Pensa Valentina mentre cammina verso il suo primo collegio docenti. Di solito prende servizio ad anno scolastico iniziato ma non quest’anno: è finalmente arrivato il ruolo! Ruolo. Cinque lettere che cambiano tutto incluso il modo di vivere l’estate: per la primissima volta nella sua vita non l’ha trascorsa a chiedersi “Che farò? Dove andrò?” ma immaginandosi a portare avanti il lavoro iniziato l’anno precedente con la sua adorata quarta di fanciulle del corso moda e con la quarta di meccanici termoidraulici poco interessati alla letteratura italiana che erediterà dal collega pensionato. “Mi piace tutto di oggi, non c’è assolutamente niente che possa rovinare questa giornata”… nulla tranne la notizia degli accorpamenti! Pare che per risparmiare verranno unite le due quinte: moda ed elettro, una trentina di studenti in tutto, da amalgamare ed integrare nell’anno della maturità…dal punto di vista didattico “una cagata pazzesca”… 12 settembre. A nulla son serviti i titoloni dei giornali sulla lotta alle classi pollaio e le lettere sdegnate dei docenti, alla terza ora del primo giorno di scuola Valentina è sulla porta della sua nuova e numerosissima quinta mista. “Prof, ci dovrebbe firmare la giustifica”. Né le aspiranti stiliste né i futuri elettricisti sono d’accordo con questo nuovo assetto ed, essendo quasi tutti maggiorenni, vogliono uscire per fare un picchetto di fronte all’USP (ex provveditorato). A contendersi il diritto ad entrare per esporre le proprie ragioni i due rappresentanti di classe: la Dama per il gruppo delle stiliste e lo Scapigliato per il gruppo degli elettricisti ma nonostante le loro rimostranze il tutto si traduce in “molto rumore per nulla”. E così la conferma: dovrà gestire la quinta moda di sole fanciulle innestata sulla quinta elettricisti casinisti. Un calderone imprevedibile che ha tutti gli ingredienti di una maionese destinata ad impazzire…

Valentina Petri vive a Vercelli, dove insegna lettere all’Istituto professionale Francis Lombardi. Dal 2017 gestisce la seguitissima pagina Facebook “Portami il diario” in cui pubblica divertenti aneddoti sul mondo della scuola e nel 2020 ha dato alla stampa l’omonimo romanzo Portami il diario; Vai al posto ne è il suo atteso seguito. Come spiegato nella prefazione, questo libro è stato scritto durante il cupo autunno della seconda ondata di Covid-19, mentre gli insegnanti tenevano lezione in aule semi-deserte parlando per ore davanti a uno schermo, i negozi chiudevano, le Regioni si blindavano e i ragazzi vivevano nelle loro camerette. E mentre tanti colleghi le chiedevano di raccontare quel periodo in un libro, Valentina ha scelto di fare l’esatto contrario: “restituire, almeno nella finzione narrativa, un ultimo anno di scuola normale ai ragazzi di Portami il diario. Un anno di scuola in cui si sta insieme a volto scoperto, ci si scambia la merenda, un anno in cui ci si innamora, si litiga, ci si bacia. Si va in gita”. Il risultato è una spassosa storia di ordinaria follia che abbraccia un anno scolastico intero, dal primo collegio docenti alla cena post esame di maturità passando per la gita di classe a Roma, e ci racconta come - tra tutti gli insegnamenti della scuola - il più importante sia quello di imparare a stare insieme. Ad accomunare questo romanzo al precedente è lo stile di scrittura frizzante ed ironico nonché intriso di citazioni letterarie e l’arguzia con cui l’autrice tratteggia gli animi dei protagonisti e li sintetizza perfettamente in soprannomi identificativi delle loro caratteristiche. Anche qui molto si ride, altrettanto si riflette ed alla fine ci si commuove anche. Consigliato sia a chi non è ancora uscito dai banchi di scuola sia a chi nostalgicamente rimpiange i meravigliosi anni delle superiori.