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Venerdì 12

Venerdì 12

Aldo manda in frantumi lo specchio nel quale si riflette il suo volto: la vista della sua deformità è una delle due cose che non riesce a sopportare. L’altra è... la tariffa del vetraio. Raggiunge un imponente organo a canne e sfoga sui tasti tutto il suo dolore suonando la più spaventosa delle musiche: “tanti auguri a te”. La sua terribile ferita, legata proprio alla celebrazione del compleanno della bellissima Bedelia, si è definitivamente riaperta. Il loro era un amore perfetto: lui la adorava, lei lo accettava. Gli aveva confidato di amare la musica classica perché, da piccola, possedeva un carillon con la Ninna nanna di Brahms e così lui, per quel venerdì 12, giorno del suo compleanno, aveva deciso di regalargliene uno. Dopo aver girato in lungo e in largo aveva trovato una piccola bottega che ne possedeva uno. Il proprietario, però, lo aveva messo in guardia: se lo avesse donato ad una donna che non lo amava si sarebbe trasformato in un orribile mostro, potendo riacquisire il proprio vero aspetto solo conquistando l’amore di un’altra donna o versando il sangue di una vergine. E così, dopo aver udito le dolci parole “sì, ti lascio”, Aldo subisce l’orrenda trasformazione; da quel momento passa i suoi giorni nella tristezza più buia, costretto anche a sopportare l’inutile maggiordomo Giuda che non perde occasione per punzecchiarlo. Le note di “tanti auguri a te” echeggeranno nella notte fino a quando il sortilegio non verrà spezzato o fino a quando... i vicini non gli spezzeranno le dita?

In occasione dell’uscita di Bedelia (Ortolani, 2020), BAO Publishing propone l’edizione definitiva di Venerdì 12, raccolta di brevi storie pubblicate a partire dal 1996 sulla rivista L’isola che non c’è, poi ristampate e arricchite di nuovi capitoli sulle pagine di Rat-Man Collection. L’opera nasce come parodia: la maschera dietro cui Aldo cela il suo volto richiama iconograficamente Jason Voorhees della saga cinematografica Venerdì 13; atmosfere e diversi elementi contestuali ricordano i classici horror, ricchi di suoni di organi lontani, alti dirupi e lampi fulminanti. Aldo e Giuda rappresentano la coppia comica per antonomasia, e riescono a far ridere anche il lettore che non è alla ricerca della risata o non è avvezzo al genere. Forse perché Aldo, con la sua incapacità di lasciarsi il passato alle spalle e la sua tendenza a rimuginare su ciò che è stato e ciò che poteva essere, richiama inevitabilmente una parte di noi. O anche perché Giuda, perfetto prototipo della spalla comica, con le sue battute caustiche dice una verità che nessuno oserebbe dire. La raccolta, i cui episodi si fanno man mano più maturi ed articolati, si presta a diversi livelli di lettura: andando oltre l’eccellente intrattenimento a cui comunque ben si presta, è possibile cogliere profondi spunti di riflessione sull’amore, l’amicizia, la solitudine. Ritmo incalzante, tempi che funzionano: meritatamente definita da molti l’opera migliore di Ortolani. La nuova edizione firmata BAO Publishing contiene anche una ricca cover gallery ed una versione alternativa della storia il quadro!, oltre alla copertina inedita.