Salta al contenuto principale

Venetians – Il segreto dell’Arsenale

Venetians – Il segreto dell’Arsenale

Marcantonio è stato richiamato urgentemente a Venezia da una lettera dei genitori. I suoi progetti, terminati i corsi a Padova, contemplavano un percorso di studi all’estero, ma Adriana e Marco Bragadin hanno ritenuto opportuno agire diversamente. Marcantonio è considerato il figlio giovane, vanesio e sfrontato; Giovanni invece, il primogenito, si occupa dei poderi in terraferma e da anni sa condurre affari in autonomia. Eppure quando a Marco Bragadin è stato proposto di entrare a far parte del Consiglio dei Pregadi, lui ha deciso di rifiutare: sarà Marcantonio ad occupare una magistratura della Repubblica in nome della famiglia. Tra i due fratelli è subito scontro, per fortuna a rendere la situazione meno pesante ci sono gli amici storici: Matteo, figlio di uno dei banchieri più ricchi di Venezia e allievo di Tiziano e Niccolò, novelliere che sa sempre tutto di tutti. Insieme a loro Marcantonio può smettere di rimpiangere la sua vita da studente libero e spensierato ed è così che, in una notte in cui Venezia non dorme, conosce la bella e misteriosa Margherita, con cui trascorre la notte, restandone ammaliato. Quello che Marcantonio non sa è che la ragazza ha ordine di tenerlo sotto controllo e scoprire attraverso di lui del misterioso progetto a cui gli ingegneri dell’Arsenale stanno segretamente lavorando e a cui è demandata l’indipendenza della Repubblica. Intanto le fazioni guidate da Pietro Loredan, protettore di Marcantonio e dallo spietato Sebastiano Venier, giungono allo scontro, alla vigilia di una elezione resa imminente dalla malattia del doge…

Opera d’esordio di Luca Josi e Allegra Scattaglia, Venetians trae ispirazione da una figura della storia familiare di Josi: quel Marcantonio Bragadin destinato a diventare un simbolo di eroismo. Ambientato nella Serenissima del Cinquecento, il romanzo descrive una Venezia all’apice della sua gloria. Nel XVI secolo era, infatti, una delle potenze più importanti d’Europa: ricca, indipendente e governata dal patriziato, mentre il doge restava una figura simbolica. Ecco che le famiglie patrizie spesso si contrastavano per il controllo delle magistrature. Il racconto si sviluppa con uno stile assolutamente ammaliante: la scrittura a quattro mani è così fluida da non lasciar trapelare nessuna disomogeneità e l’alternanza di personaggi storici e di fantasia contribuisce al fascino della narrazione che lascia volutamente aperti dei fili narrativi. Marcantonio poi, imperfetto e riluttante nel suo ruolo di eroe, avvince con la sua umanità. Anche Venezia è protagonista attiva e smette di essere un semplice sfondo per farsi elemento narrativo in un intreccio che si dipana su diversi livelli: politico, internazionale e familiare. Meravigliosa la dedica che racchiude anche lo spirito dell’opera: “A Marcantonio e agli smarriti della storia”.