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Vero e mio e segreto e doloroso

Vero e mio e segreto e doloroso

Sono le dieci di mattina, il sole è pigro ad uscire nonostante sia luglio, Ana guarda il suo tè ormai freddo nella tazza e medita se mandare o meno quel messaggio che - già lo sa - finirà per inviare. Ma arriva una chiamata dal lavoro, qualcuno ha bisogno di una consulenza per il testamento del marito morto da qualche giorno: è una donna, Rebecca, un nome come tanti, non per Ana che sa essere il nome della moglie dell’uomo che ama. Possibile che... Purtroppo è proprio così: Connor è stato investito mentre era in bicicletta ed è morto. Ana non ci crede, non può pensare di aver perso l’amore della sua vita, di aver discusso con lui l’ultima volta che lo ha visto, di avergli risposto male proprio qualche minuto prima dell’impatto fatale. Tra le incombenze che le toccano per lavoro e la costringono a confrontarsi con quella parte di vita senza di lei vissuta da Connor con la moglie, i figli, la casa perfetta, Ana rivive istante per istante il loro folle amore durato anni, affrontando di nuovo la passione, la rabbia, la delusione, il coraggio, il senso di colpa, cercando di restare a galla e sopravvivere. Tutto questo sotto lo sguardo pacifico ma vigile di Paul, suo marito, che la vede allontanarsi sempre di più, persa perennemente in un altrove lontano, che non può più tornare. È un dolore lancinante per Ana, ma di cui ha bisogno, un dolore di cui va in cerca, provando a conoscere quali fossero i veri sentimenti di Connor, chi avrebbe scelto se finalmente avesse avuto il coraggio di scegliere, chi sia Rebecca e cosa non funzionasse più in quel matrimonio. Come se questo rendesse Connor più vicino, come se questo lo ripotasse in vita, da lei...

Sarah Crossan, scrittrice irlandese trapiantata a New York, esplora in questo romanzo in versi liberi l’anima di una donna straziata da un dolore più grande di lei. Lo fa in maniera magistrale riuscendo a rendere gli umori di Ana, la voce narrante nonché protagonista dell’opera, in tutta la complessità con cui questi si manifestano. Complice il ritmo conferito dai versi, che dà al lettore la sensazione di essere travolto dall’insorgere dei sentimenti di Ana, l’autrice sviscera un amore clandestino dal suo sorgere al suo tramontare, senza nascondere nessun retroscena. Ana e Connor sono entrambi sposati e con figli quando si conoscono, eppure tra i due scocca subito una simpatia che fa già presagire altro, che, come fosse inevitabile, arriva e sopraffà entrambi. Il loro amore, che dura tre anni, ha tutte le caratteristiche di una relazione tra amanti: la passione, il divertimento, ma anche la gelosia, la paura. È Ana a cercare ripetute conferme da parte di Connor, a provare a metterlo di fronte ad una scelta che l’uomo però riesce sempre ad aggirare, ad accettare i tentativi di riconciliazione che lui sperimenta con la moglie. Ed è sempre Ana alla fine a dover fare i conti con la sua perdita definitiva, che la costringe ad una disperazione tale da spingerla a intessere un rapporto con ciò che di lui rimane: la sua vera famiglia. Vittima di se stessa, vittima dell’amore per e di Connor, Ana è d’altro canto spietata nei confronti del marito Paul, che appare nel romanzo come una figura a tratti inconsistente.