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Verranno dalle pianure

Verranno dale pianure

Sembra un giorno come tanti altri. Lucas non può sapere che in realtà è un giorno che cambierà tutto. Non solo la sua vita di ragazzino protetta e ovattata, ma quella di tutta la Federazione Europea e forse di tutto il mondo. Si prepara per andare a scuola, seguendo la solita trafila: guardie del corpo, auto blindata, percorso diviso a tappe e controlli serrati. Una normale routine se sei il figlio di Vasilij Barkov, il più potente oligarca di tutta l’Ucraina. Lucas nemmeno ci fa più caso. É distratto, pensa alla giornata che l’aspetta, la testa tra le nuvole sino a quando arriva a scuola. Il cancello si apre, alcuni uomini si accostano alle macchine per i controlli. Anche lì, niente di nuovo. Ma all’improvviso, in maniera quasi impercettibile, qualcosa rallenta. L’ingranaggio di controlli e verifiche si inceppa. Alcune guardie del corpo, più per istinto che per effettiva consapevolezza, annusano l’aria subodorando qualcosa di strano. Poi tutto accade con una rapidità impressionante. Bombe, scariche di kalashnikov, urla, lamiere che si piegano, il fuoco che arriva a lambire la pelle del ragazzino. Il mondo si capovolge, la paura gli blocca il respiro. Le sue guardie del corpo, gente addestrata ai massimi livelli, cadono come mosche davanti a lui. A Lucas sembra di stare per morire, ma il destino che lo attende forse è anche peggiore. Due mani lo afferrano e lo portano via verso una ignota destinazione che diventerà il suo carcere. Lucas è terrorizzato ma ricorda le parole di suo padre, le sue raccomandazioni proprio in caso di situazioni come quella: sii coraggioso, non dire niente. Io verrò in tuo soccorso. Lucas ha fede totale in questa promessa. Ma il gioco di cui è parte integrante è troppo complicato perché lui possa decifrarlo…

Verranno dalle pianure di Giovanni Pizzigoni è ambientato in un mondo alternativo al nostro. Giocando con i terribili eventi dell’attualità, l’autore immagina uno scenario in cui è l’Ucraina ad aver dichiarato guerra alla Russia e non viceversa. Il conflitto, con l’aiuto determinante della Federazione Europea, si è ormai risolto con la storica sconfitta della Russia e la sua riduzione ai minimi termini territoriali e politici, pure se a prezzo di un equilibrio instabilissimo. Il rapimento di Lucas è un modo per colpire suo padre Barkov, l’uomo più potente di tutta l’Ucraina, ponendo così le premesse per un nuovo conflitto con la Russia e spingendo i servizi segreti europei a intervenire per prevenirlo. Sullo sfondo di questi avvenimenti si muovono agenti dell’antiterrorismo e mercenari dalle imperscrutabili intenzioni. Il romanzo mescola elementi ucronici e di fantascienza, e si colloca a metà strada tra il genere spionistico - del quale adopera stilemi ed elementi canonici, a iniziare dall’ambientazione - con quello più propriamente thriller, apprezzabile soprattutto nella struttura e nel modo di concatenare gli eventi. Pizzigoni si mostra attento conoscitore (o scrupoloso ricercatore) delle dinamiche belliche e di guerriglia, che descrive con perizia e capacità di coinvolgimento, riuscendo a confezionare capitoli ad alto tasso di adrenalina che si affiancano ad altri in cui invece il ritmo cala e si da spazio ad un acuto approfondimento della psiche dei personaggi. La sua prosa è molto scorrevole, né banale né con particolari guizzi creativi e tuttavia mai stancante. In definitiva un romanzo piacevole che non paga pegno alla corposa lunghezza di più di cinquecento pagine, riuscendo a tenere sempre vigile l’interesse del lettore.