Napoli, 1897. È novembre, lo scirocco ha fatto sparire il sole e i colori della città, lasciando solo polvere e oppressione. Quell’inglese dall’aria intellettuale - chiaramente squattrinato - guarda il mare e pensa al piroscafo che prenderà l’indomani. Destinazione: ancora più a Sud, attracco a Paola e poi verso Cosenza, considerata ricca di interessi ma, soprattutto, la ripartenza per un girovagare ancora più autentico, inedito. “Inoltrarsi in un posto più a sud di Napoli viene considerato alla stregua di una stravaganza incomprensibile”: dai racconti della società bene di Napoli, quei luoghi sono infusi di febbri e peste, desolazioni che offuscano le vestigia archeologiche, eredità della Magna Grecia. “Ogni uomo - sospira e scrive quell’inglese - mantiene in vita un suo desiderio intellettuale. Il mio è quello di sfuggire all’esistenza così come io la conosco nella mia età d’uomo”. E quindi eccolo, finalmente, quel mare, di notte: silenzioso e buio, dove il tempo diventa irreale. E capace di trasportare l’animo romantico nei recessi dell’infanzia, quando i nomi di Italia e Grecia emanavano un fascino incontrastabile, che risuonava nell’anima. No, non sarà lo stesso viaggio di Annibale, mesto in ritirata. Sarà un avvicinarsi fatto di coscienza e memoria verso la tomba del “barbaro goto”, di Alarico, tumulato nel fiume con il suo tesoro, frutto di saccheggi. Così, quando Cosenza si intravede, valicati i monti da Paola, concentrata nella sua geografia, che “si raccoglie in un solo sguardo”, l’immaginazione si riaccende e la Storia riempie la mente del viaggiatore…

“Un vittoriano al Sud” è il sottotitolo scelto per questo libro che non è soltanto la traduzione del grand tour di George Gissing nell’Italia a sud di Napoli. Si tratta di un’accurata ricostruzione filologica portata avanti per anni e compiuta da Mauro F. Minervino, indicato come traduttore ma certamente anche come referente odierno di quello scrittore viaggiatore che compie un’impresa dell’anima, oltre a macinare chilometri in tempi e spazi allora disagevoli. Minervino, nato a Paola (approdo di Gissing), è antropologo ed etnografo, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, scrittore e autentico interprete del Meridione. In questo bel volume ha raccolto i diari di viaggio, completi delle loro note, appunti, lettere, andando oltre l’opera che Gissing aveva fatto pubblicare (nel 1901) con il titolo di By the Ionian Sea. All’epoca, una grande scrittrice - e intellettuale - contemporanea di Gissing aveva notato il racconto, lanciandosi in un appello a non dimenticarlo né disprezzarlo, anzi: a riservargli un “ruolo eminente fra i maggiori poeti di prosa inglesi”. Parliamo di Virginia Woolf e di queste sue parole, racchiuse nella postfazione: “Il piacere che (Gissing, NdR) consegna ai lettori è il piacere intimo di una buona lettura”. Ed elenca, la Woolf, i temi principali, le relazioni umane, le condizioni sociali, gli ideali del tempo, decantandone la bellezza dello stile e la “raffinata intelligenza” che caratterizza le descrizioni. Sì, “raffinata intelligenza” è davvero una definizione adeguata, sincera: non si perde, pagina dopo pagina, e ci accompagna in una “narrazione lenta, fluviale” verso Taranto, Metaponto, Sibari, Crotone, Reggio Calabria.