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Viaggio in Cambogia

Viaggio in Cambogia

Diventare un esploratore, viaggiare per scoprire nuovi mondi è il vero, unico desiderio di Arsenio. Ma la vita spesso si fa beffa dei sogni e ci zavorra alla triste e monotona realtà. Poi basta un incontro e il desiderio si riaccende: Serenesse è il suo Virgilio nel viaggio di scoperta del mondo e di se stesso. Prima tappa: la Cambogia. L’accoglienza in aeroporto rivela da subito l’essenza del Paese: una grande confusione agli occhi di un viaggiatore occidentale. Nel caos però spuntano prati e fiori, insieme ad animali randagi di cui nessuno si cura. Il viaggio prosegue con la visita al campo di sterminio di Choeung Ek, nel quale hanno perso la vita diciassettemila prigionieri per mano dei Khmer rossi. Il silenzio risuona prepotentemente a richiamare l’orrore vissuto quasi inimmaginabile. Un orrore che neanche lo spettacolo di danze cambogiane riesce a scacciare dalla mente. Dopo un pernottamento in un villaggio locale, una giornata di trekking, la traversata di un fiume in battello, l’escursione sulle isole dalla natura incontaminata, le spiagge paradisiache si mescolano alle città caotiche e sporche che rimandano l’idea della Cambogia come di un Paese “malridotto e decadente”. Ma, nonostante queste contraddizioni, il viaggio prosegue fuori e dentro le anime dei due esploratori. Alla ricerca di un senso. Alla ricerca della felicità...

Arsenio Siani, classe 1982, salernitano di nascita e senese di adozione, tiene fede al suo sogno e lascia una vita da impiegato per seguire la sua passione per i viaggi che incontra la passione per la scrittura. Un viaggio è, infatti, sempre un incontro: con una cultura, con la natura (in questo caso splendida ed incontaminata), con altri viaggiatori. Incontri che lasciano il segno, che stimolano riflessioni, che fanno da specchio nella scoperta di se stessi. Viaggio in Cambogia è una commistione tra diario, reportage e racconti di viaggio che però non riesce a realizzare pienamente nessuna di queste vocazioni: il resoconto giornaliero dei percorsi e delle escursioni si mescola con riflessioni personali sul senso della vita, i dialoghi si intrecciano con i commenti sulla cultura ospitante. A metà strada tra turisti e viaggiatori. La scrittura alterna uno stile lirico (a tratti forzatamente ricercato) a passaggi snelli ed essenziali (qualche refuso rivela una non accurata opera di editing), non sempre coerentemente in linea con la descrizione di luoghi e situazioni. Le foto del viaggio, al contrario, rendono più vero e coinvolgente il racconto. Caos e bellezza, vita e morte, povertà e felicità: la Cambogia, protagonista indiscussa del racconto, appare come un mondo fatto di opposti che si integrano, contraddizioni solo apparentemente insanabili che incuriosiscono e rapiscono il lettore.