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Viking - Le ossa di Ardal

Viking - Le ossa di Ardal

Solvi ha offerto un bracciale d’oro a chiunque riesca a percorrere la nave in entrambi i sensi saltando sui remi. Ragnvald accetta per primo la sfida, convinto che quel viaggio sia per lui nato sotto una buona stella e potrà davvero aiutarlo ad affrancarsi dal suo severo patrigno. Infatti, riesce nell’intento di attraversare l’intera nave volteggiando sui remi e Solvi lo premia, al termine della prova, con una pacca sulla spalla. Altri ci provano, dopo di lui, e Solvi, in piedi a poppa, applaude i tentativi riusciti e ride di quelli maldestri. Sembra, però, dedicare alla gara solo parte della sua attenzione. I suoi occhi sono in continuo movimento e si spostano dalla scogliera alla cascata. Ragnvald lo osserva con attenzione: sa che è un uomo intelligente capace di guadagnarsi l’affetto dei compagni e sa che non è facile trovare entrambe le virtù in una sola persona. Per esempio, suo padre Eystein aveva avuto molti amici, ma come guerriero era stato troppo imprudente. E infatti, non è vissuto a lungo. Solvi ride dell’ennesimo tentativo e dell’ennesima caduta. Ormai pochi uomini devono ancora misurarsi con l’impresa di Ragnvald. Solo il figlio del nocchiero, ragazzo snello e sicuro, riesce a completare il percorso. L’anno è appena iniziato e c’è tempo per un’ultima razzia nell’Atlantico del Nord, prima di tornare a casa e trascorrere lì l’inverno. Ragnvald è moto contento di tornare presso la sua dimora, dove l’aspettano sua sorella Svanhild e il resto della famiglia, oltre naturalmente alla sua promessa sposa Hilda Hrolfsdatter. Il re norvegese di Dublino gli ha offerto un paio di spille di rame, come ricompensa per aver condotto un’incursione, piuttosto audace a dir la verità, contro un villaggio irlandese. Ecco, quelle spille saranno un ottimo regalo per Hilda e staranno sicuramente d’incanto a quella bella donna alta dai capelli rossicci…

Sullo sfondo di una terra aspra e magica come poteva essere la Norvegia vichinga, martoriata dalle continue lotte tra piccoli sovrani che si contendono – in una vera e propria guerra tra poveri – uno stretto lembo di terra, si muovono i due protagonisti principali della vicenda, che si pone a metà tra lo storico e il fantasy. Ragnvald di Møre, braccio destro di Harald I Bellachioma, primo re di Norvegia, e la sorella Svanhild sono figure forti e determinate, diametralmente opposte e chiamate a intraprendere, attraverso mille avventure, un faticoso viaggio interiore al termine del quale nulla sarà più come prima. Mentre Ragnvald, impulsivo e strenuo difensore di una terra con la quale ha un legame profondo, lotta ogni giorno per la sopravvivenza – in una realtà in cui le credenze popolari, gli intrighi politici e gli inganni dominano – imparando a divenire sempre più astuto, saggio e cauto, la sorella è un’indomita forza della natura e sogna una libertà che poco si confà al suo ruolo e al suo tempo, una libertà che riuscirà a raggiungere proprio insieme all’uomo che contribuirà ad allontanarla dal fratello. Epiche lotte, battaglie e loschi tranelli in cui ciascuno dei protagonisti si metterà in gioco per riuscire a trovare la propria strada, a costo di pesanti sacrifici e faticose rinunce. Linnea Hartsuyker – origini norvegesi e un profondo interesse per la storia del re Harald I Bellachioma, da cui discende – offre al lettore una vicenda in cui la ricostruzione storica è davvero accurata e da ogni pagina traspare un approfondito lavoro di documentazione. L’autrice ha tratto ispirazione dalle storie narrate nell’Heimskringla, opera del XIII secolo di Snorri Sturluson, storico, poeta e uomo politico islandese. Il romanzo è consigliatissimo agli amanti del genere, anche se è doveroso sottolineare che la lettura è a tratti un po’ prolissa, mentre i racconti delle battaglie, pur se particolareggiati, non sempre hanno quel vigore che la letteratura del genere richiederebbe.