Salta al contenuto principale

Violet e il libro proibito

Violet e il libro proibito

Esiste un regno in cui splendono due soli, si chiama Regno di Andulan. Qui è appena venuta alla luce una piccola principessa ultima della sua casata e unica figlia di re Randall e di sua moglie Rose. La piccola Violet è la sola sopravvissuta alle sfortunate gravidanze della regina, quasi un miracolo per il regno, e forse l’unico modo di evitare una guerra fra i sovrani delle Pianure, dei Deserti e delle Nazioni Insulari. Eppure quella bambinetta affatto bella ma prodigiosamente intelligente ha doti nascoste che nessuno immagina. Il suo unico amico è Demetrius il figlio dello stalliere, ma a Violet non importano né ricchezze né etichetta, è ancora soltanto una bambina con una grande voglia di esplorare. I racconti del cantastorie di corte Cassian possono farla viaggiare al di là dello spazio e del tempo, ma nel mondo specchiato esistono luoghi e magie arcane e sconosciute, e dentro il castello una biblioteca segreta nasconde un volume proibito...

Violet è una principessa brutta. Quasi un ossimoro in una fiaba perché da che mondo e mondo nelle fiabe le principesse sono tutte belle, invece lei non è neppure regale nei modi o nel portamento, ma possiede una vivace intelligenza e molto coraggio, e soprattutto Violet le fiabe le inventa e le sa raccontare. Con i suoi occhi spaiati l’uno grigio l’altro azzurro, la pelle chiazzata da lentiggini e il viso leggermente storto, la principessa conosce la fascinazione della parola e sa inventare anche storie su di loro: i draghi. Il potere delle storie lo conosciamo fin da La Storia infinita di Michael Ende, romanzo di culto del fantasy per ragazzi da cui è stato tratto un altrettanto indimenticabile film negli anni Ottanta. Di Kelly Barnhill e del suo talento narrativo si ha invece notizia solo dal 2016, anno di pubblicazione di La bambina della luna e delle stelle, tradotto in molti Paesi e insignito della Newbery Medal, il premio letterario che dal 1922 viene assegnato al miglior libro americano per ragazzi. Questa volta la Barnhill ci narra di un tempo in cui esistevano dodici Dèi più uno dimenticato di cui le storie non osano raccontare, e di un luogo in cui esistevano draghi in grado di viaggiare da un mondo all’altro con grande coraggio. Una insolita protagonista per un romanzo affascinante e femminista (nel senso buono della parola), una scrittura compatta retta da un impianto narrativo solido. Da mettere sugli scaffali dei nostri figli.