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Vita in affitto

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Sara, giunta all’età di quarantatré anni, col desiderio di riflettere sulle proprie esperienze, si racconta attraverso le ben 22 case in cui ha abitato: dalla casa di famiglia in cui è cresciuta con il fratello e i genitori, emigrati per lavoro a Taranto dalla Sicilia, alla grande casa dei nonni con annesso l’oleificio di famiglia a Misterbianco vicino a Catania, in cui trascorreva le vacanze di Natale, alle tante case condivise con le amiche durante gli anni degli studi universitari a Lecce o con conoscenti e colleghe nelle varie città del Nord alla ricerca di un impiego più o meno soddisfacente. Ogni abitazione segna un momento della sua vita e i tanti particolari di ciascuna richiamano alla mente esperienze, persone, incontri, gioie e delusioni: nella casa di Modena sperimenta l’euforia del primo colloquio di lavoro andato a buon fine, ma anche la cocente delusione per la mancata assunzione dopo il periodo di prova; nella bella casa di Frassinoro a 1136 m. sull’Appennino tosco-emiliano, oltre ai rigidi inverni del Nord, scopre la gioia dell’insegnamento, grazie a dieci ragazzini stupiti e curiosi di fronte a quella giovane professoressa; nell’appartamento di Parma, città elegante e romantica, vive i due faticosi anni della Scuola di specializzazione per l’insegnamento. La descrizione delle case diventa pian piano più rarefatta poiché i continui spostamenti e, di conseguenza, i cambiamenti sono il segno di una ricerca sempre più profonda e interiore: la scoperta più importante è che “casa", in realtà, non è tanto lo spazio fisico che occupiamo, ma un senso di appartenenza che possiamo provare solamente quando ci sentiamo al posto giusto insieme a chi amiamo incondizionatamente.

Silvia Rizzo è un’insegnante di Materie letterarie e latino al Liceo Ginnasio Statale “Aristosseno” di Taranto. Si occupa di varie iniziative culturali per il suo Liceo, come incontri con autori locali con il progetto “Amico libro”, e ha collaborato con la rivista di scrittura e critica letteraria il “Bollettario”, diretta da E. Sanguineti. Vita in affitto è il suo romanzo di esordio. Nel libro la Rizzo ripercorre le vicende di Sara (un po’ un alter ego dell’autrice), che racconta in prima persona, in una sorta di romanzo di formazione, il suo percorso di vita: da ingenua ragazza costretta a lasciare la sua città alla ricerca di uno spazio di affermazione personale e professionale, a donna matura, consapevole del proprio valore e in grado di dare un senso alle esperienze affrontate, grazie a uno spirito di adattamento sviluppatosi col tempo. Il filo conduttore del racconto dovrebbe essere quello rappresentato dalla “casa”, come luogo fisico e mentale, in grado di raccontare molto dei suoi abitanti, anche occasionali, e di sintetizzare spesso vere e proprie fasi dell’esistenza di una persona. Questa idea iniziale però rimane un po’ incompiuta, dal momento che, a un certo punto, prende il sopravvento il resoconto, talvolta un po’ autoreferenziale, delle diverse avventure-disavventure di Sara, senza che si giunga a un vero e proprio approfondimento psicologico-caratteriale sia della protagonista sia degli altri personaggi.