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Vita da Paz

Vita da Paz

Nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio del 1956, il suo nome è Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza. L’enfant prodige. Pugliese di origine, ha vissuto buona parte della sua vita a Bologna. Ha collaborato con riviste di fumetti come “Il Male” e “Alter Alter”, è stato fondatore di “Cannibale” e redattore del mensile “Frigidaire”. Ha disegnato una marea di pagine, creato personaggi incancellabili e ha vissuto tutto questo in una sola decade. Andrea Pazienza muore giovane, quando ha solo trentadue anni, portato via da un’overdose proprio come uno dei suoi antieroi. Perché Andrea ha un talento geniale ma è anche fragile e “nella Bologna del 1977 farsi di eroina era uno status symbol, bruciare le tappe con l’ero era un tentativo di integrarsi nell’ambiente”. Paz diventa il punto di riferimento del Movimento studentesco bolognese negli anni di maggiore sperimentazione artistica e culturale. È capace di captare i mutamenti intorno a lui, ma non solo li racconta, li sperimenta in prima persona e diventa così la rock star del fumetto italiano tanto da finire sulla copertina di “Vogue”. Attraverso i suoi disegni riesce a cogliere e rappresentare il passaggio fra il grande disordine del Movimento, con la sua ingenuità e il ribellismo impotente, e il sogno dorato del successo nella società dei primi anni ’80. Dalla tenerezza di Pentothal passa al cinismo degenerante di Zanardi, per ritornare infine a Pompeo, struggente alter ego di Paz, che diverrà la sua opera testamento…

Andrea Pazienza. APaz. Paz. Il Mozart del fumetto, lo Shakespeare di provincia. Drammatico, iperattivo, adrenalinico, anfetaminico, dolce, ipersensibile, sognatore, individualista ma con innocenza, chirurgo della realtà, cultore della bellezza fisica ma votato all’autodistruzione, narciso, teppista, autocritico. Poeta. Vita da Paz è sicuramente il libro più completo sulla vita di Pazienza. Iniziato nel 1999 e pubblicato in una prima versione nel 2005, col titolo Le donne, i cavalier, l’arme, la roba, Franco Giubilei per dieci anni continua a raccogliere interviste e informazioni riguardanti non solo Paz, ma tutta quella Bologna degli anni Settanta e Ottanta nella quale Andrea si è formato: il DAMS, il Movimento, gli scontri politici, il rock, l’eroina. La Traumfabrik di via Clavature. I compagni di viaggio Scozzari, Tamburini, Mattioli, Liberatore. Radio Alice. Ma anche la Puglia, il rapporto col padre, gli amori. La droga è il cardine di tutte le sue storie e attraverso l’eroina mostra il lato negativo di una cultura e di una generazione che non ha mai realmente creduto a niente, se non nella propria dannazione. Penthotal, Pompeo, Zanardi non sono atro che pezzi del loro autore, protagonisti attraverso cui Andrea ha portato la propria vita nei suoi fumetti, la quotidianità, i conflitti non risolti, le fragilità. Ma lo ha fatto con intelligenza, ironia e una sensibilità fuori dal comune. Tanto da riuscire a nobilitare una forma d’arte che per troppo tempo in Italia è stata considerata di serie B, aprendo la strada alla moderna graphic novel. Il libro di Giubilei fa da complemento a tutta l’opera più importante di Pazienza e ci dice tutto quel che c’è da sapere sull’uomo e sul genio di questo artista. Ma le pagine dei suoi libri non smetteranno mai di parlare… “e ringrazia che ci sono io, che sono una moltitudine” (Le straordinarie avventure di Penthotal).