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Vita di Carlomagno

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Re dei Franchi, imperatore non dei Romani, ma “governante l’impero romano”, protagonista di quella renovatio, della restaurazione della parte occidentale dell’Impero: quella di Carlomagno è una figura che si fa erede e prosecutrice dell’antico impero, tutta tesa ideologicamente al riassestamento del passato, al consolidamento della tradizione. Dacché l’Impero non è mai davvero crollato, nella mentalità medievale: soltanto era stato traslato, trasferito da Occidente a Oriente. La notte di Natale dell’anno 800, mentre la basilissa Irene – non riconosciuta dal re e dal papa – siede sul trono di Costantinopoli, Leone III decide di cingere la testa di Carlo della corona imperiale. Fino ad allora, per i Greci di Bisanzio quello dei Franchi era stato solo uno dei tanti effimeri regni barbarici, che avevano occupato il vuoto di potere costituitosi nel V secolo nella parte occidentale dell’Impero. Eppure la grande statura di Carlo come guerriero, politico, diplomatico e innovatore culturale, insieme con la legittimazione sacrale lungamente negoziata con il vescovo di Roma, farà del regno franco il cardine di una innovazione politica formidabile. Tra i giochi funambolici delle formule di legittimazione e il precario equilibrio tra due ideologie del potere, quella barbarica e quella romana, Carlomagno diventa una figura cardine, creatore di un assetto ideologico e amministrativo che, embrionalmente, è già quello dell’Europa moderna…

Sono bastati pochi decenni perché la vita di Carlomagno trasfigurasse nel mito. Non è morto, dicono alcuni: dorme in attesa della fine dei tempi, quando condurrà gli eserciti contro l’Anticristo; nel frattempo, altri canteranno le gesta sue e dei suoi paladini, sarà canonizzato santo da un papa scismatico e, fino ai tempi moderni, a lui si rifaranno i grandi restauratori dell’autorità imperiale. Germanico, francese, romano, cristiano, analfabeta e incestuoso, bellicoso e temperante: in questo saggio Franco Cardini – noto e apprezzato storico medievista – si propone di schiarire un po’ i contorni di un personaggio così ingombrante. In questo senso, il volume è diviso in due parti: l’una ricostruisce “i fatti”, brevemente ma con rigore, dalla formazione dei regni romano-barbarici all’ascesa dei Maestri di palazzo, da quel Carlo Martello che non fu mai re al nipote Carlo Magno che sarà imperatore; l’altra metà si sofferma su “l’immagine” del nostro protagonista, ricostruendone le radici storiche con attenzione alle fonti e indicando gli aspetti mitici o ideologici che di lui sono stati raccontati. Non un contributo scientifico né una vera e propria biografia, questo saggio offre uno scorcio di storia europea tratteggiato con cura e metodo, attenzione ai contesti e ai complessi rapporti tra la cristianità occidentale, l’impero d’Oriente, il califfato di Harun ar-Rashid e quello Umayyade della penisola iberica. Chiaro e accessibile, questo lavoro – come altri – di Cardini è una lettura che può arricchire chiunque sia interessato.