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Vita meravigliosa

Vita meravigliosa

Il legame con la vita è come un matrimonio senza figli, stupisce chi lo coltiva giorno dopo giorno, anno dopo anno, in una solida unione che sembra imperturbabile al di là di ogni frangente. E la riflessione sull’attaccamento alla vita guida l’attenzione della poetessa verso l’amore per la persona che ha accanto, ai suoi occhi quest’ultima è l’anfitrione delle costellazioni, ma il cielo nasconde segreti che l’autrice non conosce, lei preferisce “... stellarti gli occhi / esserti firmamento e vista chiusa...”. Lei che sa controllare gli eccessi del carattere, quando viene travolta dall’impetuosità i suoi sentimenti più profondi la scuotono e le permettono di divenire un matador che sa aggirare lo scontro. Evitare ogni evento spiacevole, anche se originale, per vivere nell’inoperosità, senza doversi piegare alle regole imposte dalla civilizzazione, senza memoria o nostalgia, in “... un’aria mite e ferma che acconsente: / si morirà per noia dolcemente”. Nel torpore, condizione sopraggiunta a causa dei mali della mente, e nell’insoddisfazione la poetessa cerca sé stessa, la sua anima, che non è una presenza certa in lei, ma se esistesse la vorrebbe capace di strappare al tempo la noia e il dolore “Se poi scopro che ho un’anima / noiosa quanto me, / faccio a meno dell’anima / mi accontento di me.” I versi si “distendono” agilmente tra i due temi dell’amore e della vita, fino a sollevare aspetti spiacevoli, limiti forse insuperabili. La persona amata non è in grado di rendere magici, indimenticabili, i gesti più ricorrenti che dovrebbero animare il sentimento e accrescere il piacere, continua a deludere “.... e in parodia togliendoti al tuo bene / a me impedisci di gustarne il miele.”; a questo punto non resta che lasciarsi stupire dalla vita, ma solo se è estrema lucidità e candore. La fuga nella natura è una reazione inevitabile per trovare un rifugio e paragonare le proprie emozioni alle componenti del paesaggio, è la soluzione più volte proposta nell’opera, fin dall’immagine delle foglie degli alberi che mostrano “...il loro lato argenteo, segreto...”, oppure la nebbia, accostata distrattamente dalla poetessa al suo triste stato d’animo...

Patrizia Cavalli intitola la sua ultima fatica poetica Vita meravigliosa, una raccolta di versi che gettano un ampio raggio di luce sulla sua esistenza ricostruita e narrata attraverso una riflessione attenta e imparziale, anche negli aspetti tutt’altro che felici. La poesia tocca persone ed eventi citati leggermente, senza approfondire, descrive immagini significative per le emozioni che suscitano, narrando apparentemente senza un filo conduttore. Ma un legame lo si può intravvedere: per l’appunto raccontare il vissuto come in una confessione al lettore, in modo sincero. Il linguaggio è quotidiano, privo di ogni forma di intellettualismo, adatto alla descrizione dei ricordi e alla riflessione, con una sintassi scorrevole e facile da seguire. Prevalgono i componimenti brevi, messaggi per far riflettere il lettore se vuole seguire l’esempio dell’autrice che li ha concepiti. L’unico breve poemetto, dal titolo Con Elsa in Paradiso, è dedicato a una bambina che sembra avere una particolare predilezione per la poetessa. Le liriche di Patrizia Cavalli hanno un’atmosfera surreale, quasi magica, che in certi momenti emerge tra i versi per richiamare la fantasia. I temi trattati sono pienamente condivisibili, dalle riflessioni a volte negative sull’amore alla paura per la malattia, nella “vita meravigliosa” narrata dall’autrice chiunque voglia dedicarsi alla sua poesia trova tra i versi molto di sé stesso. Nata a Todi, Patrizia Cavalli vive a Roma dal 1968. La sua giovinezza è stata segnata dall’amicizia con Elsa Morante, che per prima ha scoperto le sue doti. In un’intervista alla trasmissione “Scrittori per un anno” di RAI cultura, la poetessa ha raccontato di aver sempre ammirato l’opera letteraria della Morante, ma quando iniziò a frequentarla i primi tempi non ebbe il coraggio di confessarle che scriveva poesie. “Un giorno Elsa mi chiese se scrivevo poesie e io risposi di sì. - racconta - Lei non si volle sbilanciare: mi disse che desiderava leggere i miei versi solo per sapere come ero fatta. Da quel momento mi impegnai a fondo per comporre qualcosa che potesse avere un giudizio favorevole, fino a quando credetti di aver trovato le parole giuste. Dopo qualche giorno che avevo fatto avere a Elsa lei mie poesie, lei mi chiamò e mi disse una frase che non dimenticherò mai, sei una poeta.” Nel 1992 Einaudi ha unito le prime due raccolte di spessore di Patrizia Cavalli: Le mie poesie non salveranno il mondo (Einaudi 1974) e Il cielo (Einaudi 1981) sono uscite nel volume unico Poesie. Negli anni l’autrice ha pubblicato altre opere che hanno richiamato l’interesse di lettori e critici, tra cui Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi 2006) e Datura (Einaudi 2013). Oltre alla poesia si è occupata della traduzione di opere teatrali di Shakespeare e Molière.