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Vita nostra

Vita nostra

Il sogno di Saška è quello di studiare filologia. L’ultimo anno di liceo è finito e, finalmente, gli anni passati a privilegiare lo studio piuttosto che una vita sociale piena ed appagante daranno i loro frutti. Alla fine dell’estate la attende il test d’ingresso alla facoltà universitaria di cui lei e la madre hanno tanto parlato. L’attesa del fatidico momento sembra essere dolce come il miele: mamma e figlia trascorreranno l’estate sotto il sole di un’isola greca. È lì che lo vede per la prima volta. Alto, con gli occhiali da sole e vestito di nero. Sembra seguirla ovunque vada. Quando le si avvicina e le impone di portare a termine dei bizzarri compiti, Saška non può sottarsi: se non farà ciò che le è stato detto, la madre ne pagherà le conseguenze. Ad ogni ordine eseguito la ricompensa sono delle spesse monete d’oro con impresso un simbolo mai visto prima. L’uomo misterioso le dice di conservarle perché, tra non molto, le torneranno utili. La fine della vacanza non coincide con la fine del ricatto. Tornata in Russia, le richieste a cui Saška deve ubbidire sono sempre più restrittive e le monete, diligentemente nascoste nel cassetto dei calzini, si accumulano come il tesoro di un pirata. Ormai debilitata dalla paura, fallisce miseramente il test d’ingresso per la facoltà di filologia. Che cosa farà Saška della sua vita? a dare la risposta è proprio colui di cui sperava di liberarsi partendo per l’università. L’uomo misterioso le dà l’ultimo compito: lasciare la propria casa, la madre e la sua quotidianità e partire per la sperduta località di Torpa, luogo in cui sorge la scuola di Tecniche Speciali. La paura che un rifiuto possa mettere in pericolo la vita della madre obbliga la ragazza ad accettare, senza sapere che cosa l’attenderà per i prossimi anni. Le materie di studio, infatti, sono un mistero che rifiuta di svelarsi, anche dopo l’inizio del corso. Insieme a Kostja, il suo unico alleato, tenta di comprendere il significato dei misteriosi e spaventosi libri di testo, cercando di resistere alle mostruose punizioni inferte agli studenti. Saška sente che qualcosa in lei sta cambiando, senza la possibilità di sottrarsi...

Oltre alla scrittura, condividono la vita. Maryna e Serhij Djačenko sono infatti sposati. Vita nostra è il primo della trilogia fantasy scritta dalle loro quattro mani. Bestseller internazionale, ha conquistato i lettori e la critica, venendo spesso paragonato ai colossi del genere, come la saga di Harry Potter. Eppure potremmo dire che Vita nostra è l’anti-Harry-Potter. La scuola di Tecniche Speciali non ha stesso l’ambiente confortevole delle antiche Sale di Hogwarts. Le aule sono spoglie, il dormitorio è approssimativo e l’acqua delle docce sempre fredda. Anche i professori sono avvolti dallo stesso gelo: duri ed insensibili al limite del disumano. La regola vigente nell’istituto sembra essere “esegui e non chiedere” e, per chi si rifiuta, le punizioni sono crudeli. Il libro è un crescendo di tensione. L’origine delle “attività speciali” che gli studenti sono chiamati ad apprendere non è chiara al lettore perché loro stessi non ne sono a conoscenza. Obbligati a studiare su libri di testo incomprensibili, sentano solo il proprio mutamento psicofisico. A mano a mano, emerge la tonalità filosofica connessa alle materie. Sono le idee a determinare la realtà. I colori, le forme, i suoni, l’intera vita possono essere plasmati dagli ideali. Per scatenarli è necessario immergersi nell’abisso della propria mente, facendosi trascinare dal buio e rinunciando alla propria forma. Già dal secondo anno, infatti, gli studenti che si incontrano nei corridoi sembrano reduci da sforzi fisici debilitanti: alcuni sono gobbi, altri camminano utilizzando un bastone come sostegno. Tuttavia, quelli che sconcertano maggiormente, sono coloro che hanno mutato la propria forma fisica, sviluppando un solo occhio o acquisendo le ali. Saška è tra questi e le sue potenzialità le assicurano il titolo di miglior studentessa dell’istituto. Ciò che affascina del personaggio è che, a differenza di quanto accade in molti fantasy, le sue doti innati non hanno nulla di positivo. La protagonista le teme e tenta di reprimerle ad ogni costo, scatenando forti turbamenti interiori. Le sue potenzialità sono motivo di insicurezza, più che di autostima. Per gli amanti del genere, questo è uno di quei volumi imperdibili.