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Vittorio Locchi e il cane Isonzo

Vittorio Locchi e il cane Isonzo

L’accampamento militare è posizionato nella Campagna Bassa, mentre giù al paese non è rimasto quasi più nessuno: chi arrestato, chi scappato a Gorizia e chi fucilato sul posto. Lucinico è diventato un paese fantasma. La guerra è scoppiata da pochi mesi, eppure quello che tutti si auguravano sarebbe stato un conflitto breve e senza troppe conseguenze e cambiamenti ha già devastato irreparabilmente non solo la provincia di Gorizia ma anche le vite dei suoi abitanti. A Villa Fausta niente è rimasto come prima. La padrona e gran parte della servitù hanno lasciato la villa di campagna, per rifugiarsi a Trieste o a Gorizia. Sono rimasti solo Caterina, che ha convinto anche la sua famiglia a ripararsi nella Villa; il fattore Bressan e Rosa, la cameriera, entrambi senza nessuno e desiderosi di non trovarsi da soli in una situazione del genere. Anche gli animali sono scomparsi, eccetto i tre cani che - sempre guardinghi - si aggirano per i giardini in cerca di un pizzico di normalità. In particolare, il cucciolo di levriero si aggira per la tenuta cercando le cameriere, abituate ad accarezzarlo o a dargli qualcosa da mangiare fuori orario; o anche solo le mucche e i cavalli con i quali si è abituato – sin dalla nascita – a trascorrere non solo la notte ma la maggior parte della giornata. E invece, sembra che improvvisamente tutti siano andati via, lasciando quella villa sempre così ordinata in balia della natura. Per quello che un giorno, cercando di trovare quella compagnia alla quale è abituato, trotterellando fuori dai confini della proprietà e seguendo il letto del fiume, uno dei cani si imbatte in un manipolo di soldati austriaci in perlustrazione e decide di seguirli…

Protagonista indiscussa del libro di Serenella Ferrari è la Prima Guerra Mondiale. Strutturato in tre macrocapitoli, Vittorio Locchi e il cane Isonzo è un libro in grado di trasmettere le atmosfere e i colori di tempi ormai lontani, anche grazie a un certo qual tono malinconico. Al contesto generale del periodo, la Ferrari dedica il primo capitolo: l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando, la dichiarazione di guerra, le vite stravolte sono elementi che fanno entrare di prepotenza il lettore nei primi anni del Novecento. Il secondo capitolo, invece, è dedicato alla figura di Vittorio Locchi: poeta e fervente interventista, partecipò alla Prima Guerra Mondiale proprio nelle zone narrate dalla Ferrari. Poche le notizie biografiche riconducibili al poeta, alle quali la Ferrari sopperisce con una ricostruzione letteraria, condotta comunque attraverso una particolare e minuziosa ricerca bibliografica; giusto risalto dato anche al suo più celebre poemetto, La Sagra di Santa Gorizia, che narra della presa della città nel 1916, fulcro narrativo anche nel romanzo. Infine, il capitolo conclusivo è dedicato allo splendido rapporto tra il soldato Locchi e il cane, ribattezzato non casualmente Isonzo come il fiume che attraversa le zone protagoniste della narrazione. Una menzione speciale merita la scena conclusiva del libro, drammatica e bellissima allo stesso tempo in grado di dare la cifra del rapporto tra l’uomo e l’animale. Arricchito da foto dell’epoca, il volume ha una folta appendice che divide i personaggi reali da quelli frutto dell’inventiva della scrittrice e una corposa bibliografia. La presenza di alcune parti in dialetto locale e in tedesco, se da un lato possono interrompere il flusso molto fluido della lettura, dall’altro contribuiscono certamente a rendere la lettura ancora più immersiva.