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Vodka, ci sei? Sono io, Chelsea

Vodka, ci sei? Sono io, Chelsea
Chelsea è una ragazzina terribile, una bugiarda incallita, creativa, incorreggibile, un piccolo mostro nei panni di una bimba delle elementari. Per sfuggire alla tirannia delle compagne di classe e per attirare l’attenzione dei più grandicelli s’inventa di essere stata scelta come co-protagonista insieme a Goldie Hawn per il seguito di "Soldato Giulia agli ordini" e la sua vita prende subito una piega diversa. Per accreditare il suo racconto riesce anche ad ottenere un autografo dell’attrice e copiando la sua calligrafia aggiunge una dedica che fa al caso suo. Nonostante i genitori la scoraggino ad insistere lei è un fiume in piena di balle che le fanno però superare le scuole indenne… Poi l’adolescenza, l’incontro con gli alcolici, la giuda in stato di ebbrezza, il rocambolesco arresto e il carcere, gli amori, gli amici, il sesso, gli equivoci. La capacità di ridere su tutto, di vivere sulla superficie delle cose sono però per Chelsea in ogni occasione un paracadute che le permette di rovesciare la situazione a suo vantaggio. E il carcere non fa eccezione: raccontando la sua storia infatti avrà successo come scrittrice e il suo presentare il libro in giro la esporrà nuovamente a incredibili situazioni dalle quali doversi giocoforza cavare d’impaccio. Cosa non sempre semplice…
Un bestseller in America, questo libro che rimane in classifica nonostante il passare dei mesi. Un risultato che non stupisce i tanti fan di Chesea Handler  che nel suo Paese è prima di tutto una donna di spettacolo, un’attrice comica, un’intrattenitrice, una cabarettista nonché conduttrice televisiva. È suo il "Chelsea Lately" su E! Cable television il programma che ad ogni appuntamento appassiona un sempre maggior numero di spettatori. Sembra che il suo modo di fare scoppiettante ed energico, la sua immediatezza che si riflette anche nella scrittura, sia in realtà nato dall’esigenza di difendersi sin da bambina in una famiglia troppo rumorosa e affollata. La Handler infatti è  la settima figlia di un ebreo, il padre, e di una mormone, la madre e che soprattutto gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza non siano stati poi così semplici. Saranno dunque davvero autobiografiche come l'autrice lascia intendere le strampalate situazioni nelle quali l’omonima protagonista si è trovata, oppure è fiction? O si tratta di un’enfatizzazione, un’estremizzazione di qualcosa di vero? Al lettore l’ardua sentenza.