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Volti d’Italia

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Un’automobile d’epoca costringe a viaggi lenti e a itinerari lontani dalle strade più battute. Si giunge così a Petraperzia, nel cuore della Sicilia, oppure nella classica campagna toscana: in entrambi i luoghi è sempre più facile trovare giovani che sfruttano le case ereditate per convertirle in bed & breakfast. Al Nord come nel Meridione, tradizione e innovazione permettono a questi imprenditori della share economy di rivalutare il tradizionale Made in Italy… E se il viaggiatore percorre il litorale? Che siano le spiagge della Magna Greca lucana o quelle di Napoli, incontrerà persone e idee finalizzate a valorizzare il territorio. Ma quanta fatica nel contrastare l’inquinamento, l’indifferenza delle istituzioni, la tentazione di costruirsi il futuro in ambienti internazionali… Paolo ha 24 anni e già vissuto in tre continenti sperimentando nelle cucine, con il suo lavoro di cuoco, e nella vita, confrontando mentalità ed esperienze. Tornato in Italia, attende fiducioso che la paura del diverso e del nuovo non siano più di ostacolo a una società migliore… Sul Delta del Po, Gaia parcheggia quella Fiat 600 per salire a bordo di una barca che parte per la pesca delle vongole; a Trento si perde fra gli scaffali di una libreria gestita da un hipster impegnato; in Friuli, al confine con la Slovenia, il pericolo di una valanga la costringe in un villaggio di poche centinaia di abitanti, ricco di lingue diverse e di una storia composta da valori in divenire…

“Qual è il tuo livello di buonumore da 1 a 10?”: è questa la prima domanda del questionario che Gaia ha preparato prima di partire. Non è una domanda banale, e sicuramente avrà colpito coloro che se la sono vista porre. Soprattutto perché costringe ad essere sinceri: dissimulare la propria felicità sembra facile, eppure le successive quarantacinque domande potrebbero, infine, svelare la verità. Più dell’investigazione sulla fierezza di essere italiani, sugli elementi che ne caratterizzano il carattere, sulle aspettative e sui confronti con il resto del mondo, interrogarsi sul benessere è davvero una prospettiva interessante. Ed è il filo rosso dell’inchiesta narrativa di Gaia van der Esch che, alla guida della gloriosa 600 della nonna, attraversa le regioni italiane per capire “pensieri, desideri e paure” di chi ci vive. Impresa ardua: prima di lei, grandi autori e viaggiatori avevano raccontato gli italiani in momenti cruciali della storia, e spesso lo si continua a fare in forma di documentario video, con uno sguardo prettamente giornalistico. In questo caso, il punto di vista è quello di una trentenne che, dopo circa quindici anni di studio e lavoro all’estero, torna a casa per capire cosa resta di un paese dal passato grandioso ma impelagato in un clima di depressione e rassegnazione. Sarà davvero così? E quindi ecco il piano: partire dal paesino natale, Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, con l’auto d’epoca, dotata di taccuino, senza videocamera, senza registratore. L’autrice è anche “armata” di un’identità che si compone di diversità: padre olandese-canadese, con famiglia benestante, che le ha dato un cognome difficile da pronunciare e, in alcuni casi, scostante, e madre milanese, di origine operaia; vacanze in contesti internazionali e infanzia vissuta in provincia. Un bel miscuglio, insomma, che apre all’inaspettato e alla sorpresa, fra le frontiere fluide della generazione millennial e della globalizzazione messa in discussione.

LEGGI L’INTERVISTA A GAIA VAN DER ESCH