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We love Korea

We love Korea. Per sognare e viaggiare nel paese del calmo mattino

La Corea del Sud oggi va molto di moda, su questo non c’è dubbio. K-Pop, K-Drama (avete presente il caso mediatico Squid Game?) e manhwa (si chiamano così fumetti e cartoni animati coreani) sono entrati a pieno titolo nell’immaginario collettivo delle giovani generazioni, brand come Samsung, LG e Hyundai sono ormai consolidati e persino la cucina coreana – per decenni ritenuta poco attraente dagli italiani – sta conquistando sempre più spazio nelle nostre città. Va da sé quindi che sempre più nostri connazionali desiderino visitare la Corea del Sud, fino a qualche anno fa meta turistica davvero di nicchia. Distante dall’Italia ben 9000 chilometri e circa dodici ore di aereo (la differenza di fuso orario è di +8 ore), non è un Paese caro come si potrebbe pensare (istintivamente infatti come stile di vita ed economia lo si accosta al Giappone): i prezzi sono simili a quelli a cui siamo abituati a casa nostra, mentre mangiare fuori costa decisamente meno che da noi, dato che i coreani sono abituati a non mangiare in casa. Il clima coreano? Tutto sommato simile a quello italiano, ma elevato all’ennesima potenza: per capirci, quando in Italia fa caldo in Corea del Sud fa caldissimo, quando in Italia fa freddo “in Corea ci sono i pinguini per strada”. Attenzione poi ai monsoni (all’inizio dell’estate), alle tempeste di sabbia (in primavera) e ai tifoni (tra luglio e settembre). Ma una volta deciso il periodo in cui fare il viaggio (primavera e inizio autunno i momenti più consigliati), cos’altro è utile sapere?

Paolo Quilici, giovane ma importante autore televisivo (ha lavorato tra gli altri a L’Isola dei famosi, La Fattoria, X-Factor, I Menù di Benedetta e da sette anni scrive Pechino Express) con la “fissa” della Corea del Sud (è il capo progetto di K-popcast Italia, il primo podcast italiano dedicato al K-Pop e alla cultura sudcoreana) ci guida alla scoperta del “Paese del calmo mattino”. Scopriamo così tra l’altro che nelle case tradizionali (“hanok”) e negli appartamenti coreani le docce e le chiavi non esistono, che la piccola criminalità da loro è praticamente sconosciuta, che cosa sono i diffusissimi convenience store, che assolutamente nessuno sui mezzi pubblici parla, mangia o beve, che i coreani sono ossessionati dal cibo quanto gli italiani (e adorano il piccante), che sono attentissimi all’aspetto fisico (non a caso le città sono piene di specchi) e può capitare di sentirsi fare osservazioni sull’aspetto fisico anche in contesti per noi assolutamente inusuali, che curano molto la loro pelle (anche gli uomini di tutte le età) e non sopportano l’abbronzatura, che non dovete offendervi se qualcuno vi chiede l’età (che peraltro curiosamente là si calcola dal concepimento e non dalla nascita) perché in Corea tutte le regole della cortesia si basano appunto sulle differenze anagrafiche, che i coreani hanno una pessima opinione di giapponesi e cinesi (e quindi attenzione alle gaffe), che la raccolta differenziata è fatta con precisione maniacale e assolutamente nessuno getta rifiuti per la strada… e così via. Tantissime curiosità e notizie utili per il turista oltre ad approfondimenti sui più suggestivi itinerari artistici e naturalistici, sui quartieri e le attrazioni di Seoul in questo coloratissimo libro pieno di fotografie scattate dall’autore, che non fa mistero del suo amore per questo lontano Paese e la sua gente ed è capace di rendercelo simpatico e farci venire una voglia matta di visitare la Corea del Sud.