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Yafa e l’albero magico delle arance

copertina del libro

In un tempo molto molto lontano, una giovane donna di nome Yafa, che vive in un piccolo villaggio palestinese, vede un vecchio dall’aria affaticata fermarsi davanti a casa sua. L’uomo e il suo cavallo sono digiuni da giorni e si sentono molto stanchi a causa del lungo viaggio intrapreso. Yafa li invita a trascorrere la notte a casa sua, per rifocillarsi, riposare e riprendere le forze. L’uomo potrà così cenare con la famiglia riunita - insieme a Yafa vivono suo marito Nuh e suo figlio Yafet - e rallegrarla con le storie dei suoi viaggi e della sua vita. Il vecchio accetta con sollievo l’offerta e la mattina dopo, prima di congedarsi dai suoi gentilissimi ospiti vuole ringraziarli con il dono di un seme magico. Raccomanda loro di piantarlo e curarlo con amore e costanza, perché, così facendo, vedranno crescere un grande albero, ricco di frutti. Trascorrono gli anni e la profezia del vecchio viandante si traduce in realtà: il piccolo seme si trasforma in un albero maestoso, ricco di foglie per fare ombra e di frutti, profumate arance dolci e succose. Gli abitanti del villaggio e tanta gente che viene da ogni parte della Palestina, apprezzano infinitamente il succo di quei frutti e anche il pane, dal profumo e dal sapore di arancia, che viene impastato e cotto unendo i frutti alla farina. Il villaggio diventa famoso e, dopo la morte di Yafa, prende il suo nome. Gli abitanti continuano a vivere in pace e prosperità, finché, un brutto giorno, l’albero comincia a deperire, le foglie a ingiallire e cadere, nessuna arancia rallegra più i suoi rami. Che cosa è successo?

Il grande generoso arancio della fiaba simboleggia l’unione, concreta ma anche ideale, di una piccola comunità alacre e generosa. Ma quando, con il trascorrere del tempo, le persone si concentrano eccessivamente sul guadagno, dimenticando il valore della condivisione, delle tradizioni, dei rapporti sociali e della cura reciproca, l’albero si ammala. È difficile comprendere il motivo del deperimento di quella grande pianta bella e salvifica, emblema del paese stesso. Per comprendere che cosa sta succedendo e, insieme, per salvare l’albero gli abitanti devono intraprendere un lungo viaggio attraverso montagne, deserto e mare. Sul Monte Verde incontreranno la Regina delle Montagne. In un’oasi del deserto parleranno con il Re del Sole. Infine, sull’isola blu, entreranno nel palazzo della Regina del Mare e della pioggia. Ciascuno dei tre magici personaggi garantisce il suo sostegno ai cittadini di Yafa, ma solo la Regina del mare spiega l’arcano: “Il vostro albero non è malato, è semplicemente triste perché avete trascurato lui e la vostra terra. Lo avete lasciato solo davanti agli estranei e non lo avete protetto”. Il gruppo allora comprende come si può salvare quel mitico albero e riscopre la forza della comunità, l’importanza della solidarietà e il legame profondo con la terra. Aysar Al-Saifi è una delle voci letterarie più attive della Palestina contemporanea. Oltre ad essere scrittore, è un operatore sociale e un attivista politico e ha diretto per anni importanti progetti culturali legati alla tutela e alla trasmissione della storia del suo popolo. Hayat Laban è una regista, illustratrice e artista visiva palestinese che vive e lavora a Gerusalemme. Sami Hallac, il traduttore, è un mediatore culturale palestinese molto attivo in Italia.