E tu chi eri?

26 grandi figure della letteratura, del cinema, dell’arte e della cultura in generale raccontano la loro infanzia. Il primo approccio con la sessualità femminile di Carlo Emilio Gadda? La lettura del Pinocchio di Collodi: “La fata dagli occhi turchini, la serva che scende dal quinto piano, la lumachina, la capretta”. La casa d’infanzia da incubo di Anna Maria Ortese, a Tripoli: “Sembrava la casa dei fantasmi. Senza porte, senza finestre, col tetto metà coperto e metà no, il pavimento mezzo di pietra e mezzo di terra. Da questo pavimento di terra sbucavano scorpioni, topi, scarafaggi. Dalle porte aperte entravano gli sciacalli”. Il risentimento di Marco Bellocchio nei confronti della nonna: “Per anni l’ho odiata. Non solo perché mi puniva, ma perché voleva che io mi convincessi che agivo male. Qualsiasi cosa facevo, anche la più stupida, per lei era gravissima”. Eugenio Montale che ha lasciato la scuola ancora bambino: “Per noia. Poi perché ero cagionevole di salute. Nelle famiglie liguri c’era molta indulgenza verso il figlio minore. Non gli si chiedeva nemmeno di lavorare”. Giorgio De Chirico che trova insopportabile la confidenza e l’affettuosità tra genitori e figli: “Perché è da gente molle. I padri e i figli che si parlano come compagni di scuola, che si sbaciucchiano, che si tengono per mano. Tutte manifestazioni della smidollatezza del mondo intero”…

E tu chi eri? – scritto tra 1968 e 1972, pubblicato per la prima volta nel 1973, ristampato alla fine degli anni ’90 e oggi tristemente fuori catalogo – è un libro nato per caso. La rivista “Vogue” aveva commissionato a Dacia Maraini, allora giovane scrittrice e giornalista, un’intervista a Eugenio Montale (che curiosamente però non è la prima del volume). La Maraini, terrorizzata dal carisma e dall’importanza dell’intervistato (oltre che dalla sua fama di burbero), si era preparata numerose domande approfondite e meditate. Poi, una volta faccia a faccia con il celebre poeta, non era riuscita quasi a spiccicare parola. Con una vocina esile esile aveva detto la prima cosa che le era venuta in mente, gli aveva chiesto di parlare un po’ della sua famiglia. Montale reagì male, dileggiò la giovane ed inesperta intervistatrice trattandola un po’ da “scemetta”, fece ostruzionismo (“Ha avuto un’infanzia felice? Non mi ricordo. Non ricorda niente della sua infanzia? No”) ma poi comunque iniziò a raccontare, e ad ogni frase si scioglieva un po’ di più, si lasciava andare ai ricordi. L’intervista – malgrado le perplessità della Maraini – a “Vogue” piacque molto: e l’infanzia divenne la cifra di tante altre interviste, quelle qui raccolte, nelle quali Carlo Emilio Gadda, Anna Maria Ortese, Marco Bellocchio, Eugenio Montale, Giorgio De Chirico, Goffredo Parise, Liliana Cavani, Mario Schifano, Roberto Rossellini, Sylvano Bussotti, Michelangelo Antonioni, Natalia Ginzburg, Luca Ronconi, Claudio Abbado, Gae Aulenti, Alberto Moravia, Bernardo Bertolucci, Alberto Arbasini, Rossana Rossanda, Mario Soldati, Giorgio Strehler, Lalla Romano, Elio Petri, Renato Guttuso, Maria Callas e Pier Paolo Pasolini tra tenerezza e freddezza si raccontano in modo molto diverso dal consueto.



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