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Grotesque

Grotesque
Yuriko, una mezzosangue svizzero-giapponese, è di una bellezza quasi mostruosa. In lei splende una perfezione totale, ogni uomo cade ai suoi piedi, nessuno può resistere al suo fascino. Kazue invece è ossessionata dall’ambizione e dal giudizio altrui. Mitsuru infine è dinamica, dall’indole volitiva, estremamente studiosa, brillante. La voce della sorella maggiore di Yuriko, tormentata da un senso di inferiorità insanabile, racconta con dovizia di particolari il passato di queste giovani promesse del liceo femminile Q, una delle scuole più rinomate e selettive del Giappone moderno, scoprendone – con astio e cinismo – l’inevitabile disfacimento e la rovinosa caduta. Si tuffa nelle loro vite per capire come mai Yuriko e Kazue abbiano scelto la via della prostituzione, raggiungendo prematuramente il termine del loro cammino, la morte, e Mitsuru la pazzia del terrorismo...
In primo piano c’è il Giappone competitivo e angosciante di sempre, simbolo di una realtà che pone il successo scolastico e professionale al primo posto della scala dei valori che garantiscono l’approvazione collettiva e l’accettazione nel tessuto sociale. Perché vendere (spesso svendere) il proprio corpo assicura una libertà decisionale assolutamente illusoria, ma può svelare il vuoto del cosmo maschile, scardinando la gerarchia sociale. Grotesque quindi è sì un thriller, ma è soprattutto un triste e accurato studio antropologico sulla figura della donna nella società giapponese e sulla scelta di essere mostruosi (in senso metaforico, specialmente) come unica via per liberarsi dai limiti. Le quattro figure femminili nate dalla penna di Natsuo Kirino sono tristi caricature di loro stesse, destinate a una mutazione, un cambiamento terrificante che annuncia una tragica fine. Perfetto per gli amanti dei classici russi.