Il 5 gennaio 1800, a Filadelfia, dopo tre aborti e un piccolo nato morto, Beatrix mette al mondo Alma Whittaker. Soddisfatta di quella bambina robusta, prega che cresca sana, giudiziosa e intelligente, che non diventi una sciocca donnina interessata solo a vestiti e nastri. La levatrice la benedice per la grande somma di denaro che riceverà per la sua nascita, la governante Hanneke de Groot non le nega la propria protezione anche se in cuor suo le imputa di non essere un maschio e la considera scialba come una scodella di porridge. L'unica che offre a Alma una benedizione generosamente sincera, dolce e genuina è una loquace e maldestra servetta, più interessata alla piccola neonata che al riordino della camera, ma che proprio per la sua inutilità domestica sarà licenziata il giorno dopo. Dick Yancey, il padre di Alma, un omone brusco dello Yorkshire, non si dilunga in chiacchere, si deve occupare dei suoi affari che lo hanno reso disgustosamente ricco. Ma è felicissimo, non gli importa che sia maschio o femmina, ciò che conta è che l'ha "fatta lui"...
Elizabeth Gilbert ha scritto ancora un romanzo che ben si presterà alla realizzazione di un film in costume. Più che i personaggi e le loro relazioni, quello che affascina sono i riferimenti botanici, il fermento dei dibattiti rivoluzionari sull'origine delle specie, sulla selezione naturale. La narrazione si svolge in un arco di tempo lunghissimo, sfiora personaggi che hanno fatto la storia della scienza, mette in luce come le teorie siano ricavate, costruite, scoperte più o meno contemporaneamente in differenti parti del mondo, quasi fossero captate nell'aria, da persone con diverse formazioni. Nell'Ottocento la vita di una donna era determinata esclusivamente dalle scelte sentimentali: Alma rappresenta l'eccezione, la mutazione che permette l'evoluzione della specie, una donna che non si lascia travolgere dagli eventi dolorosi, ma è capace di trasformarli in punti di forza. Nella logica dell'evoluzione resta però ancora oscuro il ruolo dell'altruismo.
Elizabeth Gilbert ha scritto ancora un romanzo che ben si presterà alla realizzazione di un film in costume. Più che i personaggi e le loro relazioni, quello che affascina sono i riferimenti botanici, il fermento dei dibattiti rivoluzionari sull'origine delle specie, sulla selezione naturale. La narrazione si svolge in un arco di tempo lunghissimo, sfiora personaggi che hanno fatto la storia della scienza, mette in luce come le teorie siano ricavate, costruite, scoperte più o meno contemporaneamente in differenti parti del mondo, quasi fossero captate nell'aria, da persone con diverse formazioni. Nell'Ottocento la vita di una donna era determinata esclusivamente dalle scelte sentimentali: Alma rappresenta l'eccezione, la mutazione che permette l'evoluzione della specie, una donna che non si lascia travolgere dagli eventi dolorosi, ma è capace di trasformarli in punti di forza. Nella logica dell'evoluzione resta però ancora oscuro il ruolo dell'altruismo.