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Il ritorno dei coniglietti suicidi

Sprezzanti della morte, anzi alla disperata ricerca di un modo per farla finita efficace, veloce e soprattutto non comune. Sono i coniglietti suicidi: animali colti, acuti, intelligenti, la cui vita finisce invariabilmente con un suicidio raccontato in vignette in bianco e nero quasi sempre senza l'ausilio del testo.
Il libro Il ritorno dei coniglietti suicidi è il fortunato sequel di un vero classico dell’illustrazione umoristica contemporanea, il risultato di nuove idee che hanno mosso Andy Riley a non interrompere la saga cominciata per caso in un ristorante: su un tovagliolo lo scrittore e vignettista aveva disegnato due orecchie di coniglio che sbucavano da un tostapane. Un modo come un altro per suicidarsi, ha pensato. Da quel momento è diventata un’ossessione: i luoghi e i modi delle morti dei conigli sono diventati innumerevoli, sempre più bizzarri. Pubblicati inizialmente in versione-striscia sulle pagine del quotidiano britannico Observer, i fumetti dei coniglietti suicidi sono ben presto divenuti un cult. Nelle vignette di Riley - ricche di citazioni da film, da libri e non solo - il tema della morte è trattato in modo dissacrante, cinico, senza remore o tabù. In una parola: geniale, talmente tanto che ridere è inevitabile nonostante il tema apparentemente poco divertente. La potenza evocativa delle immagini è determinante, ogni singolo particolare è indispensabile per apprezzare fino in fondo quanto può essere ingegnoso il suicidio di volta in volta ideato. Sfogliando questo libro vi scoprirete tremendamente cinici, forse anche cattivi, ma sempre con un gran sorriso stampato sulle labbra. Questo cinismo estremo, questa cattiveria ‘legalizzata’ ha forse una funzione catartica: a tratti sdogana la morte, certamente sempre fa ridere della vita. Un libro imperdibile e da condividere con gli amici: nei dopocena che languono, i coniglietti suicidi risolvono le serate.