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Prove tecniche di megalomania

Prove tecniche di megalomania
Lucrezia, single per vocazione (altrui), ha ormai passato da un po' di anni la trentina e si considera un genio incompreso. Cercava il principe azzurro e invece si ritrova l'ex fidanzato sul divano; voleva fare la scrittrice ma per ora deve accontentarsi di tradurre manuali di istruzione di elettrodomestici e foglietti illustrativi dei medicinali; insomma voleva essere felice e invece è diventata nevrotica e frustrata. Ovviamente per uscire da questa situazione non può contare troppo sull'aiuto delle persone che le sono accanto, come sua mamma - troppo impegnata a non perdere una puntata di "Desperate Housewives" - o la vecchia e cinica nonna; non le sono di aiuto né l'analista né Beppe, l'amico di sempre ancora segretamente innamorato di lei. Tuttavia, nonostante il mondo intero si ostini a non capirla, grazie a una bella dose di megalomania a volte riesce a tenere alto il morale, convinta che prima o poi arriverà il momento della sua realizzazione personale...
Silvia Ziche è, insieme al coetaneo Leo Ortolani, una fra i pochi autori contemporanei a tenere alta la bandiera del fumetto umoristico italiano. Un genere esploso negli anni '50, in un'Italia desiderosa di tornare a sorridere dopo le tristi vicende belliche, grazie a maestri come Benito Jacovitti, Luciano Bottaro, Giorgio Rebuffi e i “disneyani” Romano Scarpa e Giovan Battista Carpi, e successivamente “aggiornato” negli anni '70 e '80 da autori come Bonvi e Silver, collaboratori per Cattivik e creatori in proprio, rispettivamente, delle Sturmtruppen e di Lupo Alberto. Nella metà degli anni '80 però alcune riviste antologiche, come Eureka e Il Mago - che sulle loro pagine ospitavano numerose strisce umoristiche - chiudono i battenti, facendo precipitare il genere in una lunga fase di stanca, culminata con la morte di Bonvi nel 1995. Tuttavia nei primi anni '90 cominciano a muovere i primi passi sia Ortolani che Silvia Ziche, che diventeranno presto beniamini dei lettori: il primo grazie a Rat-man e la seconda attraverso varie collaborazioni (Cuore, Smemoranda) fino all'esordio come autrice disneyana sulle pagine di Topolino. Ma è nel 2000 che Silvia Ziche centra il bersaglio ideando il personaggio di Lucrezia, precaria ultratrentenne frustrata e nevrotica, con cui l'autrice riesce a descrivere egregiamente, in chiave ironica, i vizi e le virtù di una generazione intera. Non fa eccezione ovviamente questo divertente quarto volume dedicato alla sua “eroina”, la quale, benché tornata single dopo la storia con Luca (narrata nel 2006 in Due), si ritrova comunque tra i piedi l'ex fidanzato, ormai ospite fisso del suo divano e al contempo vittima e carnefice a seconda dell'umore della padrona di casa. A far da introduzione ai cinque capitoli in cui è suddiviso il libro i commenti di Pulsatilla, la scrittrice-blogger (al secolo Valeria Di Napoli) divenuta famosa col fortunato La ballata delle prugne secche.

Leggi l'intervista a Silvia Ziche