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Vite bugiarde

Vite bugiarde
Angelica si risveglia dopo cinque anni di coma. Cinque lunghi anni dopo i quali la sua vita sembra apparentemente essere rimasta congelata all'ultimo istante vissuto, che, come numerosi altri particolari, non riesce a ricordare. Con grande difficoltà e forza d'animo cerca lentamente di tornare ad esistere, ma si rende conto che per il resto del suo mondo in quei cinque anni le cose sono cambiate e lei rappresenta un ritorno scomodo, una presenza inaspettata, quasi una morta vivente. Persino quello che considerava il suo punto fermo, il suo adorato Goffredo, il fidanzato di sempre, non era lì accanto a lei al suo risveglio. I loro comuni amici ne hanno perso le tracce, sua madre ricorda di averlo visto spesso all'ospedale nei primi tempi e poi sempre più saltuariamente, fino a scomparire del tutto. Angelica, che nel frattempo durante la sua convalescenza ha sviluppato un amore per le situazioni picaresche in letteratura, quelle che vedono protagonista la sua sensuale omonima, quella Marchesa degli Angeli uscita dalla penna di Anne e Serge Golon, decide di rientrare in possesso di quel pezzo del suo passato e di gettarsi alla ricerca del suo Goffredo, dando vita involontariamente a un suo personale romanzo di avventura. La ricerca la spingerà a uscire dalle rassicuranti quattro mura e a raggiungere Nevada, un piccolo centro alpino in cui al nome Goffredo Colin corrisponde un altro uomo, con un'altra vita, con una moglie e una figlia. Un uomo diverso, ma estremamente affascinante, duro, virile, che potrebbe aiutarla a svelare il mistero. Ed è questo sconosciuto che con brutalità - oltre a farle perdere voluttuosamente i sensi - le rivelerà segreti del suo passato con cui dovrà imparare a fare i conti, perché in grado di distruggere ogni sua certezza...

Un vero e proprio romanzo d'appendice (e non solo perché specificato in copertina nel sottotitolo) questo, in cui Cerami utilizza perfino, specie nelle scene d'amore (forse quasi per pudicizia), il vocabolario "alla maniera dei coniugi Golon". Un feuilleton in cui l'eroina riscopre se stessa attraverso l'abbandono di tutto il suo corpo, ma più di ogni altra cosa, di ogni angolo della sua mente. Che si spoglia velo dopo velo degli ostacoli verso la felicità, senza mai raggiungerla. Uno di quei libri che una volta sarebbero stati vietati alle signorine deboli di nervi della società bene, che naturalmente proprio per questo avrebbero fatto di tutto pur di riuscire ad averne una copia tra le mani. Ma che se non si appartiene alla categoria di lettrici menzionata può rivelarsi a tratti leggermente demodè.