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Brucia anche ora

Brucia anche ora
Intorno cenere e olezzo di legna bruciata, quando la morte prende il posto della vita. Un sole accecante illumina i resti di un bosco un tempo rigoglioso ora trasformato in una distesa di sabbia grigia e tizzoni ancora fumanti: ecco cosa succede quando il fuoco divora tutto ciò che incontra. Brenno è stufo di tutto questo, stanco di vedere il paesaggio distrutto da incendi dolosi, quindi decide di improvvisarsi detective ed indagare su questi truci misfatti. Ficcare il naso è un gioco pericoloso e Brenno lo scopre nel peggiore dei modi; cercano di ucciderlo tamponandolo, la sua auto finisce in un burrone ma sia lui che la sua amica riescono ad uscirne indenni. La polizia sembra non prendere la cosa sul serio, quasi fosse d’accordo con gli attentatori, non vogliono casini nel loro paese altrimenti i turisti fuggono via e quei soldi invece portano sollievo alle già esangui casse comunali. Il protagonista è costretto quindi a cercare aiuto altrove trovandolo in persone che come lui vogliono la verità, un gruppo di attivisti o semplici amanti della natura, pronti a combattere per salvare il loro lago…
In un futuro prossimo in cui gli incendi dolosi sono all’ordine del giorno è stata creata una nuova forza d’ordine, la Milizia Territoriale Turistica, preposta al controllo del patrimonio naturalistico italiano attaccato sempre di più da uomini senza scrupoli pronti a far di tutto per il potere e per il denaro che ne consegue. Brucia anche ora dovrebbe essere un thriller: cosa si cela dietro gli incendi che imperversano nei dintorni di questo piccolo paesino turistico circondato da uno splendido lago? La Milizia non riesce o non vuole mettere fine a questi eventi ed ostacola le goffe ricerche del nostro protagonista. In realtà il romanzo scorre lento. I colpi di scena, tutti ‘telefonati’, annoiano invece di catturare l’attenzione del lettore, scontati e fiacchi come sono. La figura del cittadino che s’improvvisa eroe ha ormai stancato generazioni di lettori, soprattutto se il personaggio viene presentato in un modo così sciatto e sbiadito. I dialoghi iniziali tra Brenno (il protagonista) e la polizia sono emozionanti come un’amichevole tra due squadre di calcio nepalesi. A peggiorare le cose ci si mette la copertina del libro, che con i suoi accostamenti cromatici a dir poco arditi può causare crisi epilettiche: maneggiarla con cautela, fatevi assistere da un adulto.