Quelle nuvole bianco-grigie, innaturali, seguite da aurore verdastre come mai si erano viste, sono state avvistate la prima volta nel parco nazionale del Masai Mara in Kenya. Ora campeggiano su tutti i cieli del globo terrestre, avvolgendo in un abbraccio protettivo maestose e misteriose astronavi, dalle quali fin dalla loro apparizione erano scese sostanze sconosciute che i media avevano chiamato “spray verde”. All’inizio le autorità governative, prese dal panico per i potenziali effetti virali dei pulviscoli verdastri sulla popolazione, ordinano la quarantena. Ben presto si accorgono che in realtà sono assolutamente innocui. Anzi, sembra che producano effetti benefici sulle persone. Molti malati gravi guariscono e anziani quasi in stato vegetativo riprendono forza, sono come ringiovaniti. I fenomeni miracolosi non si fermano qui. Le macchine producono anche un’inspiegabile attrazione su bambini e animali che insieme di notte, in silenziosa sintonia, si avviano ipnoticamente verso di loro senza avvertire i richiami di genitori e padroni. Se n’era accorto in punto di morte Loris, un balordo, dopo che aveva inutilmente cercato di riportare nel recinto le bestie dell’amico Felice. Sulla montagna davanti a sé si era aperto uno spettacolo incredibile: fanciulli, cani, gatti, capre, pecore, maiali con gli occhi fissati in estasi sugli strani oggetti sospesi per aria…

Il celebre verso di Isaia, “il lupo abiterà con l’agnello e il leopardo giacerà col capretto”, calza a pennello per l’ultima fatica di Massimo Gardella, il creatore dell’ispettore Remo Jacobi. Invasione mescola abilmente sci-fi, fantastico, romanzo sociologico, noir, collegando tra di loro storie diverse attraverso la costante e indecifrabile presenza di astronavi ferme nella volta celeste. L’impianto fantascientifico – giocato sulla tensione prodotta da forme aliene nascoste dietro le lamiere dei veicoli volanti, dagli “spray verdi”, dalle guarigioni miracolose – fa da cornice, come avveniva per esempio in Solaris di Stanislaw Lem, a una profonda riflessione sull’uomo contemporaneo, sulle sue paure, ansie, disperazioni, desideri, speranze. Soprattutto è sottolineata la difficoltà dell’essere umano di relazionarsi con l’altro, di qualunque specie sia. Sono considerazioni che portano lo scrittore milanese a porsi domande di stringente carattere ontologico: chi siamo, se ci siano altri mondi oltre la terra, se esistano un Dio o una mente razionale con precisi disegni escatologici. Ma anche a chiedersi, in toni più inquietanti, se sia giusta l’estinzione di un’umanità che per puro egoismo ha sconvolto ogni ordine naturale smarrendo giorno dopo giorno la propria innocenza. Quell’innocenza nel testo posseduta non a caso solo dai bambini e animali, capaci di vivere in una comunione serena dove non vi sono più né prede né predatori. Questo il futuro che verrà?