Colomba Caselli, ex vicequestore della polizia, ha una quarantina d’anni, ma sono solo le piccole rughe intorno agli occhi a tradire la sua età. All’interno di un lussuoso appartamento di uno dei palazzi della Jungla Urbana di Milano, accucciata accanto alla criosauna vuota accanto a lei, scorre le immagini del morto sul tablet e confronta la scena fotografata con quella che ha ora davanti. Il morto in questione è Jesús Martínez, quarantanovenne ex giocatore di calcio e inserito da “Forbes” nella lista dei cinquecento uomini più ricchi del mondo. Martínez, dodici ore prima di morire, atterra all’aeroporto di Linate a bordo del suo jet privato, cena con alcune persone al ristorante del Bulgari e si reca al suo appartamento al venticinquesimo piano dove, dopo aver assunto gli integratori prodotti dal suo marchio, trascorre una tranquilla nottata. Ale sei del mattino si sveglia, prende gli integratori della mattina insieme a un tè verde, poi fa un’ora di esercizi per il corpo e mezz’ora di meditazione. Infine si prepara a entrare nella criosauna prodotta anch’essa dal suo marchio: è un cubo di cristallo tre metri per tre che contiene un cilindro di metallo traforato da ugelli cromati che rilasciano azoto. L’ultima parola che pronuncia è il comando vocale di avviamento della macchina. Colomba, ora, studia la sauna in cui due giorni prima Martínez ha trovato la morte e si confronta con Donatella Sermonti, vicedirettrice del Dipartimento informazioni per la sicurezza, che ha chiesto il suo aiuto e l’ha invitata la sera precedente a raggiungerla a Milano. Sermonti non le ha spiegato di cosa si trattasse, ma Colomba è partite ugualmente con il Freccia Rossa, all’alba, e ora eccola lì, a studiare quella sofisticata criosauna e a chiedersi se l’infarto da freddo che ha condotto Martínez alla morte sia stato frutto di uno sfortunato malfunzionamento della macchina oppure se dietro ci sia la mano di qualcuno che voleva la fine dell’ex calciatore…

Tornano Colomba Caselli e Dante Torre, coppia estremamente interessante uscita dalla fantasia e dalla penna di Sandrone Dazieri, uno dei più apprezzati interpreti italiani del thriller e del noir. Colomba Caselli è un ex vicequestore con un’aria da dura, ma un animo segnato da profonde ferite con le quali si deve confrontare quotidianamente. Al suo fianco Dante Torre è un socio tanto prezioso quanto complicato, segnato anch’egli da un passato piuttosto difficile. Insieme, questa volta, devono occuparsi di un caso che inizialmente potrebbe sembrare una morte per cause naturali, ma si rivela ben presto sospetta. La vittima è uno degli uomini più ricchi al mondo, un ex giocatore di calcio che vive in uno dei grattacieli più blindati di Milano, in cui tutto pare sotto controllo. Ma una falla, da qualche parte, deve esserci. Anche perché, mentre le indagini proseguono, Dante e Colomba scoprono che, forse, dietro la morte di Martínez potrebbe esistere un vero e proprio complotto ai danni di un ristretto cerchio di multimilionari. Che si tratti di un singolo assassino o di un gruppo di “vendicatori”, poco importa: il problema è che il caso è complesso e la soluzione appare sempre più inafferrabile. A complicare le cose, poi, c’è anche la tensione legata al rapporto personale tra Colomba e Dante, che andrebbe definito ma entrambi i protagonisti hanno il timore di affrontare i veri sentimenti che nutrono l’uno per l’altra. Come sempre, Dazieri propone al lettore un thriller perfettamente congegnato, in cui tessere apparentemente scollegate riescono alla fine a incastrarsi e a offrire un quadro d’insieme in cui tutto trova risposta. Un thriller che è anche uno spaccato sull’umanità contemporanea e sulle sue debolezze; una storia adrenalinica e ricca di colpi di scena; un libro che, una volta aperto, non si riesce a posare sul comodino se non dopo averne letto l’ultima riga.