Da certi tagli è impossibile guarire. Nonostante abbia quasi sempre creduto che Dio possa rimarginare ogni ferita, questa volta Nan sa bene che nulla potrà consolare James, niente potrà aiutarlo a superare la morte di Charles, l’amico di una vita con cui ha condiviso per quarant’anni il ruolo di ministro del culto presso la Terza Chiesa Presbiteriana a Greenwich Village. Charles, discendente di due antiche famiglie bostoniane, cresce sotto lo sguardo severo e giudicante di un padre che non crede nello svago, che vede per il figlio un futuro da professore universitario e che si sente quasi tradito quando invece questo decide di seguire la strada della fede, che per lui altro non è che un’illusione. James è di famiglia ben più modesta, ha un padre alcolizzato che non si è mai ripreso dallo shock di aver combattuto nella Seconda guerra mondiale e ha tanti fratelli, il che significa tante liti e una casa caotica. Le loro fedi sono molto diverse, ma forse per questo è destino che si incontrino: mentre Charles ha dalla sua una fede sicura, certa, limpida e rassicurante, James è inseguito da una fede turbolenta che gli fa percepire l’urgenza di battaglie sociali per la giustizia e l’uguaglianza. Insieme sono chiamati a risollevare le sorti della Terza Chiesa Presbiteriana...

Se la prima parte di questo romanzo risulta a tratti noiosa e prolissa, a poco a poco la storia e i personaggi diventano più interessanti, rivelando la maturità di visione di Cara Wall, che all’interno di una cornice autobiografica, oltre a farci vedere quanto differenti possano essere le vocazioni, ci mostra che l’amicizia può manifestarsi in vari modi, anche molto travagliati, e soprattutto che due persone del tutto opposte possono in realtà avere bisogno l’una dell’altra. E mentre è facile capire come ciò possa accadere per Charles e James, due personalità differenti ma perfettamente complementari, non scontato è l’approdo, in fin dei conti positivo, del rapporto contrastato tra Lily e Nan, le mogli dei due ministri del culto. Un quartetto che si dimostra capace di superare (insieme) le difficoltà e i lutti della vita e che, nonostante importanti differenze di pensiero e lunghi periodi di allontanamento, è tenuto coeso da un filo sottile ma resistente che non si spezza mai. Assistiamo così all’evolversi dei caratteri, in particolare quello di Lily, che forse è il personaggio più complesso di tutto il romanzo, ma anche quello che vive lo sviluppo più interessante: una donna atea che sposa un ministro del culto, una donna che ha sofferto gravi lutti e che deve affrontare una maternità difficile, una donna a cui le sofferenze hanno regalato un carattere duro, inflessibile e orgoglioso, ma hanno anche insegnato ad accettare l’amore e l’amicizia degli altri. Un libro che offre molti spunti di riflessione, e non solo sulla fede e sull’amicizia, ma anche sul matrimonio e su come questo sia possibile pure quando due persone hanno una visione completamente opposta su un tema così profondo come la religione.