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Fairy Oak - La storia perduta

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È un sabato pomeriggio freddo e nevoso quello in cui Pervinca si reca in visita a casa della sorella Vaniglia. Per fortuna a casa Periwinkle arde un fuoco scoppiettante nel camino. Jim, il marito di Vaniglia, è nella vecchia Stanza degli Incantesimi di zia Tomelilla, sotto la casa, ad armeggiare coi suoi attrezzi da lavoro. Quanti anni sono passati dai giorni spensierati dell’infanzia? Incredibile come sia corsa in avanti la loro vita. Osservando vecchie fotografie che attendono di essere messe in ordine è inevitabile lasciarsi sopraffare dai ricordi. E poi salta fuori proprio quell’immagine: le gemelle sul pontile, a osservare i pesci. Forse. Avevano dodici anni allora, era primavera. Le lezioni di storia erano il momento peggiore della scuola, a causa del severo e terrificante professore Absenzio Enormous, per gli alunni Orcomorto. Vaniglia lo ricorda bene: “Era noioso da strapparsi le unghie”. Inoltre ricorreva a punizioni magiche poco ortodosse ed è per questo che l’arrivo della supplente, dopo che il professore fu costretto a mettersi in malattia a causa di un incidente, cambiò in meglio l’esistenza degli alunni. È proprio durante la lezione della professoressa Illuminata Foresta che scoppia un’accesa polemica in merito alle origini di Fairy Oak. Contrariamente a quanto crede Vaniglia, che si fida ciecamente delle parole riportate nel Libro Sacro, sembra esistere un’altra versione della storia: la versione di Pimpernel. Possibile? In classe scoppia il finimondo tra i sostenitori delle differenti versioni. Come scoprire chi ha ragione? La professoressa Foresta suggerisce ai ragazzi di trasformarsi in “segugi della storia” e ricostruire i propri alberi genealogici, fino alle origini, fino alla nascita di Fairy Oak…

“Quando giunsi a Fairy Oak, le bambine stavano per nascere. Avevo fatto un lungo viaggio e attraversato molti regni magici per raggiungere il villaggio della Quercia Fatata”. È questo, attraverso il racconto della fata Felì, l’incipit del primo volume della fortunata saga per ragazzi a cui Elisabetta Gnone (giornalista, scrittrice, che ha alle spalle un’esperienza con la Disney e creatrice della saga W.I.T.C.H., senza dimenticare i romanzi dedicati all’adorabile Olga di carta) ha dato vita nel 2005, divenuta ormai celebre anche fuori dall’Italia. Ora le due sorelle sono diventate nonne e attraverso i loro ricordi ricostruiscono le origini del villaggio. La storia perduta è un appassionante libro di avventura per ragazzi, vi compaiono i personaggi amati dai lettori, l’intera Banda degli studenti della scuola Horace, tutti impegnati in una emozionante ricerca delle loro radici. Giovani amori, balene leggendarie, antenati magici, nuove amicizie, fughe notturne e qualche regola da infrangere (se no che avventura sarebbe?) per venire a capo di un mistero ormai sepolto nella memoria del villaggio e persino dell’antica Quercia, che tutto vede e sa. Attraverso la vita quotidiana dei ragazzini vengono trattati con delicatezza numerosi temi: l’amore per gli animali e la natura (che i protagonisti condividono con l’autrice), le conseguenze delle faide tra famiglie, l’impegno per lo studio e il desiderio, spesso accompagnato da coraggio e fiducia, di voler proteggere i più deboli. Il volume è reso ancora più accattivante dalle belle illustrazioni interne. La Gnone in questa nuova avventura, scritta in un anno difficile come quello della pandemia, ha voluto dare ai suoi fedeli lettori una boccata d’aria fresca, una via di fuga verso un luogo che ispira positività e incita a non arrendersi di fronte alle difficoltà. Ha ricordato la strada per raggiungere Fairy Oak e non ha intenzione – per fortuna – di fermarsi qui.