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Tolkien contro le macchine – Antifascismo ed ecologia nella Terra di Mezzo

copertina del libro

John Ronald Reuel Tolkien, accademico cattolico nato a Bloemfontein in Sudafrica, professore di lingua e letteratura inglese a Oxford, ha inventato un universo sterminato che ha arricchito nel corso dell’intera vita: la Terra di Mezzo, minuziosamente descritto e raccontato nel Signore degli anelli. Ha definito i codici e istituito il canone del genere fantasy, rendendolo accessibile a un vastissimo pubblico. Tolkien si è descritto come un «vecchio reazionario» e ha dichiarato di non essere «un “democratico” nel senso corrente del termine», ha sempre odiato l’autoritarismo e inveito contro il potere. Ha trascorso l’infanzia a Sarehole, un borgo rurale vicino Birmingham, distrutto dalla modernizzazione industriale, condizione che lo ha profondamente ferito. Il XX secolo è un’epoca segnata dall’ascesa di grandi totalitarismi, fondati sull’esaltazione della crescita industriale e Tolkien nel Signore degli anelli diventa il cantore del ritorno alla natura, a una vita semplice, rustica e sobria, con lo scopo di riconquistare armonia e pace, da questo punto di vista può essere considerato un precursore dell’attuale ecologismo. Fontenelle scrive che nei richiami all’altruismo e alla generosità insiti nella sua produzione letteraria “è stato uno scrittore antiautoritario, la cui opera è fondamentalmente incompatibile con l’ideologia fascista e con i suoi attuali surrogati”. Tolkien si è convertito al cattolicesimo nel 1900 per volontà materna, ha studiato a Oxford grazie a una borsa di studio e qui si è avvicinato all’inglese antico maturando l’intento di scrivere – come comunica alla fidanzata Edith Bratt (sposata nel 1916) in una lettera del 1914 – «un racconto sul tipo dei romanzi di [William] Morris» e «con brani di poesia in mezzo». Tolkien si è arruolato nel 1915, l’anno seguente ha combattuto sulla Somme, contratto la febbre delle trincee e in seguito è stato rimandato in Inghilterra, è qui che ha iniziato la stesura delle prime leggende della Terra di Mezzo…

Sébastien Fontenelle è giornalista e saggista francese, all’inizio della sua carriera si è occupato di inchieste di denuncia per poi dedicarsi maggiormente a scritti di critica nei confronti di intellettuali e editorialisti molto attivi nei media. Ha collaborato con Amnesty International France e attualmente si occupa con fervore di tematiche politiche legate alla destra, al razzismo e alla libertà d’espressione, è considerato un autentico giornalista militante. Tra le sue battaglie emerge la denuncia della strumentalizzazione della letteratura a fini politici e in particolare da parte dell’estrema destra. In questo breve scritto dedicato a Tolkien analizza alcuni elementi narrativi de Il Signore degli anelli per spiegare la propria tesi su come da decenni l’estrema destra occidentale “tenta di appropriarsi di autori più o meno progressisti” fraintendendo contenuti e ideali degli autori. A questo proposito Fontenelle cerca di dimostrare che l’opera tolkieniana non è stata compresa da chi arbitrariamente vuole piegarla alle proprie idee, poiché in realtà rappresenta “un’ode alla resistenza e alla lotta contro i totalitarismi industriali e bellici”, offrendo spunti di riflessione ambientalista per contrastare la devastazione dei territori, gli stessi ent, ad esempio, vengono presentati come “ecoguerrieri ante litteram” e non può essere trascurata la figura di Tom Bombadil: “l’incarnazione di una natura originaria, intatta, protetta, alla quale gli uomini e le loro macchine non hanno ancora inflitto gli oltraggi della modernità industriale”. Il libro vuole rispondere anche alle dichiarazioni dello scrittore Michael Moorcock che definì Tolkien “un criptofascista”, Fontenelle lo ritiene invece diffidente nei confronti della “modernità meccanica” e nostalgico nei confronti di un passato più naturale e rurale, pertanto ostile a qualunque genere di fascismo. Nella prefazione Wu Ming 4 – autore del volume Difendere la Terra di Mezzo – sottolinea come “dell’immaginario della Terra di Mezzo si appropriano anche coloro che meglio di tutti incarnano lo spirito di Sauron, i quali si sentono tanto più intoccabili quanto più la ricchezza e la potenza tecnologica glielo consentono”. Una considerazione che calza a pennello di questi tempi. Chissà se la mente geniale di Tolkien è mai stata sfiorata dal pensiero che un giorno, chiunque e in qualunque ambito, avrebbe preso brani dai suoi libri per investirli del significato a miglior supporto delle proprie opinioni. Il volumetto riprende idee in parte già note e ne propone altre che meritano approfondimento, per chi fosse interessato alla questione può essere un punto di partenza.