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Gridare amore dal centro del mondo

Gridare amore dal centro del mondo

Anche quella mattina, come ormai in tutte le precedenti, quando apre gli occhi piange. Che sia tristezza? Non lo sa; i suoi sentimenti sono scivolati fuori dal suo corpo insieme alle lacrime e ora non ne ha più. È ancora rannicchiato nel suo letto, perso nei suoi pensieri, quando arriva sua madre e gli dice che è ora di alzarsi. A breve dovranno recarsi in aeroporto e, benché non abbia nevicato, la strada è ghiacciata e molte auto circolano con le catene. È il momento di partire: suo padre è al posto di guida, di fianco c’è il padre di Aki, mentre sui sedili posteriori si accomodano lui e la madre di Aki. Quest’ultima abbraccia la piccola urna con le ceneri della figlia che tiene sulle ginocchia. Partono con un tempo invernale e atterrano in una località turistica sotto il sole cocente di piena estate. Quando era arrivato in quella città quattro mesi prima per la gita scolastica gli era sembrato un bel posto, curioso e diverso dal solito. Ora gli sembra che sia rimasto tutto immutato, tranne per il cambio di stagione, eppure non percepisce nessuna emozione. Non c’è niente che riesca a scuoterlo, a emergere da uno sfondo uniforme e sfumato: ormai Aki non c’è più, in soli quattro mesi se ne è andata per sempre. Averla persa significa non avere più niente da vedere perché non c’è più la persona che gli dava un motivo per guardare. Ma se non è più in grado di vedere, sentire, emozionarsi, lui sta comunque esistendo? E se non è realmente qui ora, dove si trova?...

Pubblicato nel 2001, questo romanzo ha goduto di grande fortuna in Giappone, dove ha venduto milioni di copie e ne sono stati tratti un film e un manga. In Occidente il pubblico dei lettori si è diviso in due parti contrastanti, con chi ritiene quest’opera leggera e poco coinvolgente e chi, invece, si è sentito toccato nel profondo. Forse i primi si aspettavano un romanzo rosa a tutti gli effetti e invece hanno trovato altro. L’amore c’è, quello puro tra un ragazzo e una ragazza che si conoscono sin da piccoli e che scoprono che li lega qualcosa più forte dell’amicizia, le lacrime ci sono (già nell’incipit il protagonista sta piangendo), così come ci sono i sentimenti, descritti con tocchi leggeri ma mai superficiali. Ma c’è anche di più. Ci sono i sogni e le speranze recisi di netto, un’assenza perenne con cui convivere, la mancanza di senso quando il proprio mondo crolla, la felicità che viene strappata via poco prima che si riesca ad afferrarla. Sono questi aspetti a dare un taglio particolare al romanzo e a non farlo ricadere nel filone delle love story classiche, con il rischio di déjà-vu. Intercalando la narrazione del tempo presente e quella dei momenti passati, sotto gli occhi del lettore scorre la vita di due adolescenti degli anni Ottanta del secolo scorso, con le loro timidezze, una prima presa di coscienza di sé, i desideri e i sogni per il futuro. Ma si incontrano anche le delusioni, il dolore, il senso di vuoto, sentimenti senza tempo e senza luogo a cui nessuno è immune.