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I pesci non esistono

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David Starr Jordan, celebre tassonomista vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, dedicò la propria esistenza al tentativo di mettere ordine nel caos della Terra, svelando le connessioni tra gli esseri viventi e i percorsi millenari tracciati dall’evoluzione. David e il suo gruppo di scienziati scoprirono un quinto dei pesci noti all’epoca: migliaia di esemplari vennero chiusi in barattoli di formaldeide e catalogati con altisonanti nomi latini. Per ben due volte, però, la forza misteriosa che governa il mondo – il Caos, appunto – distrusse il lavoro di decenni. Prima un incendio e poi un terremoto rasero al suolo il prezioso inventario di animali marini. La cosa più stupefacente è che lo scienziato, lungi dal farsi abbattere, continuò a setacciare i mari con la stessa, irriducibile, determinazione. Per questa prova di volontà titanica, Lulu Miller, giovane divulgatrice scientifica dei nostri giorni, ricorre alla figura di David Starr Jordan in uno dei periodi più neri della sua vita. Figlia di uno scienziato, per lei la risposta al quesito “Qual è il senso della vita?” è sempre stata un lapidario: “Nessuno”. La sensazione di gelo di fronte alla consapevolezza di essere “la briciola di una briciola nell’universo” la accompagna fin da bambina e, in passato, l’ha spinta sull’orlo del suicidio. Il celebre tassonomista le appare come un profeta, depositario di una verità che consenta di affrontare il Caos pur avendo la certezza di non poterlo battere. “Di avere fede senza la Fede”. Eppure, scavare nel passato di David Starr Jordan non porta alla rivelazione che Lulu tanto anelava. Aveva immaginato la sua storia come un faro nella notte, solo per scoprire che genera più ombre di quante ne dissipa…

L’editor che tra i colorati stand di Bookpride, la fiera dell’editoria indipendente, mi ha proposto questo libro mi ha convinto che dovevo leggerlo con l’appassionata frase: “Questo libro contiene tutto”. Le mie aspettative non sono state deluse. In sole 216 pagine si trova una sapiente miscela di saggio, memoir intimistico, giallo e ode alla scienza. Lulu Miller condivide con coraggio le drammatiche esperienze che l’hanno portata a cercare rifugio e consolazione nella biografia di David Starr Jordan, il primo presidente dell’università di Stanford. Ci invita a fare un viaggio nel suo passato e in quello del celebre scienziato che, come tutte le missioni di esplorazione, porta in direzioni inaspettate. Quello che inizia come uno stimolante saggio scientifico, si trasforma ben presto in un giallo che porta alla luce un inquietante capitolo della storia americana, ignorato dai più. L’autrice è una giornalista, conduttrice di un podcast di divulgazione scientifica molto seguito negli Stati Uniti. Per questo la sua scrittura è piacevolmente dinamica: la narrazione è intervallata da interventi di esperti, digressioni scientifiche e riflessioni filosofiche, senza mancare di eleganza e scorrevolezza. I pesci non esistono si legge tutto d’un fiato, come il più appassionante dei romanzi. Al contrario della maggior parte di essi, però, induce il lettore a porsi domande scomode ma fondamentali. Non tenta di fornire risposte inesistenti, ma regala qualcosa di molto più importante: uno sguardo nuovo con cui osservare la realtà, libero dai pregiudizi e pronto a lasciarsi stupire dalle meraviglie del mondo.