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La danza del grande fiume

copertina del libro

“Settantadue chili. Stop. Femmina. Stop. Attendiamo arrivo in stazione. Stop”. Nellino è corso immediatamente al telegrafo in paese, pronto per avvisare la Signora della pesca del Turco. È lui “quello che annuncia gli storioni”, un soprannome che gli piace e lo riempie di orgoglio. Uno storione così grande come quello pescato quella mattina, nel Po, non se ne vedeva da un po’. È Mario a vincere la moneta e la caramella in palio per il bambino più veloce a riportare l’annuncio della pesca, ed è dallo stesso fiato corto che Nello apprende la notizia: uno storione enorme, così grande che il Turco e suo figlio Nicola hanno faticato non poco a issarlo sulla barca. È corso anche lui sulla sponda del fiume, un po’ impacciato nei suoi calzoni corti e nella camicia nera. Al raduno fascista in paese magari ci andrà la prossima volta: di certo non vuole perdersi lo spettacolo di un pesce dalle dimensioni così straordinarie. Ed è effettivamente enorme, dato che “occupa il centro della lancia e la cosa spunta dalla rete” che lo tiene immobile. Una volta pescato, bisogna mantenere lo storione vivo almeno fino all’arrivo della Signora: è lei che valuta e acquista le uova, grazie alle quali il suo nome si è legato a doppio filo al celebre caviale del Po…

La golena del Po, un pescatore affascinante e misterioso come il Turco, un giovane ragazzo di appena 12 anni che cerca di diventare uomo. E sullo sfondo, l’ombra cupa del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale che allunga le sue mani anche su di un luogo considerato immune alle brutture. Sono questi gli ingredienti del romanzo del giornalista e scrittore Michele Marziani La danza del Grande fiume, un sapiente e organico romanzo corale risultato dell’unione della riedizione del precedente romanzo La signora del caviale e del racconto Il caviale del Po. Una storia ferrarese. Voce narrante è Nello, orfano di padre che vive insieme a sua madre e suo zio, mentre la propaganda fascista inizia a modificare inesorabilmente anche l’assetto del mondo in cui vive. Una vicenda nella quale la Storia non è caratterizzata dai grandi eventi, ma dalla quotidianità che muta: la crescita del mercato nero, la riduzione delle corse in treno destinate ai civili, la stessa pesca che muore a causa dell’inquinamento del Po. E poi la presenza delle milizie tedesche e fasciste, i bombardamenti, i vicini che diventano estranei sino all’ultimo e irreversibile atto di una guerra che sulla carta è considerata già conclusa. Un racconto che è in grado di armonizzare passato, presente e futuro della vita di Nello, fornendo un ritratto quanto mai autentico di quel ragazzino cresciuto durante la Guerra. Nello, infatti, non sempre incontra la simpatia del lettore perché ricco di contraddizioni. Ma sono proprio quelle contraddizioni, quella fede cieca iniziale che poi si trasforma, quel senso di sollievo che prova prima di diventare “adulto” veramente, a renderlo un personaggio quanto mai vero e non solo letterario. Una storia ferrarese, invece, tratteggia non solo i luoghi nei quali le vicende de La danza sul grande fiume si svolgono, ma fornisce anche un background di persone e personaggi, di culture e di stili di vita, che sono stati punti di ispirazione per lo scrittore e che servono al lettore per comprendere meglio la storia e i luoghi.